Cameo doveroso

Il silenzio non era il mio obiettivo. E in molti avranno sentenziato: il solito…qualunquista! Ergo il mio post di apertura di quattro giorni or sono che lanciava proclami da emerito “qualunquista-chiacchierone”. Non è forse così?

In ogni modo bando alle ciance, stasera si parte sul serio e si chiarifica il “no-words/no shows” degli ultimi giorni: mi sembrava irriguardoso e irrispettoso continuare a ciarlare quando a pochi Km dalla mia comoda casa si consumavano attimi, eterni, di sofferenza, incognite e dispiaceri immensi. Pertanto, ho reputato idoneo astenermi anche da facili proclami su tematiche troppo in auge in quei giorni. Giusta chiosa sarà oggi un onorevole ricordo, dopo il silenzio, dei tanti innocenti sventurati che sono caduti vittime della legge della natura prima ancora che della ipotizzata incuria, superficialità etc etc…e lungi da me rifuggere da simili commenti per paura! Lo faccio per scelta magari criticabile, ma in onestà, non riconducibile a timori.

Ma torniamo, al componimento della serata o se preferite, forse dovrei dire, al cameo della serata che riservo con tanto orgoglio ed enfasi all’antenato mio più illustre, all’anagrafe Emanuele che ebbe ad Avigliano (in quel della provincia di Potenza, nds) i natali nel lontano 20 Marzo del 1857.

Quattro anni più tardi, si sarebbe festeggiata quasi a ridosso del suo compleanno, l’unità d’Italia…

Destini, pensieri, valutazioni regolati dalla legge del caso (forse) ma non per questo meno importanti e/o meritevoli di menzione.

E proprio dall’identità della Nazione e dal mio punto di riferimento Emanuele voglio partire: anche qui, sono le leggi del caso a dettar legge, tempi e considerazioni. Un dualismo perfetto si potrebbe dire, in quanto oggi da più parti c’è bisogno di Nazione (con la speranza che non sfoci però in nazionalismi e personalismi…) e ancor più di personaggi politici carismatici sì, ma dotati di una sobrietà di fondo, tale da impreziosirli, caratteristiche che più illustri commentatori, e per dipiù, non emotivamente coinvolti quanto un parente come me, attribuirono all’allora ministro del governo giolittiano, al secolo Emanuele…

E con questo cameo doveroso concludo e Vi saluto.

A presto Cari Amici.