Mese: ottobre 2012

La coerenza dell’esser incoerenti

Qual è lo sport più popolare in Italia? Il calcio direte e come risposta potrebbe starci. Ovvio. Ma in verità, se volessimo fare un’analisi più profonda scopriremmo e condivideremmo Tutti, verosimilmente, che è sport popolar-nazionale la coerenza dell’esser incoerenti!

Titolo a nove colonne sul mio blog oggi e diktat da Italietta ormai da anni, decenni, per non dire secoli.

È classico ascoltare proclami poi disattesi.

Ad onor del vero, se guardiamo anche a “cugini” europei d’oltralpe qualcosina di simile la si può scrutare, leggasi Merkel, che giorni fa sulle pagine di Repubblica, veniva dipinta come Merkiavelli in un interessante parallelismo fra le idee che l’Uomo rinascimentale teorizzava nel suo Principe e le dinamiche politico-decisionali della teutonica frau Angela.

Ma se il ritornare su proprie posizioni può esser recepito, a buon bisogno, come un processo di crescita anche culturale, in talune situazioni/contesti è pur tuttavia vero che nei nostri lidi, ciò avviene (quasi) unicamente per permanere e far radici nell’immobilismo.

Io mi auguro, che siano davvero maturi i tempi per salire di gamma e svoltare, ma lo spettro del mala tempora currunt, sed peiora parantur è dietro l’angolo.

Io vi assicuro la mia estrema volontà al che le cose cambino davvero. Non serve un uomo solo, il one man show, eroe di giornata.

Oggi, leggiamo della condanna dell’ultimo “divin cortese” della scena dei nostri anni, il Bellachioma di travagliana stesura/memoria. La sentenza di ieri è stata da tanti attesa e agognata da tempi immemori, ma senza voler scendere nella disputa/analisi politica, che ben più alte e note eminenze grigie mie amiche faranno (coraggio Stefano, Lorenzo & co.), io chioserei dicendo: è davvero il tempo del “o adesso o mai più”. Frase fatta, scontata, bagaglio dell’idiozia dell’ovvietà ma fatto sta che io mi aspetto ciò.

E quindi se guelfi e ghibellini ora si scateneranno nell’argomentare sui legami, peraltro innegabili e ancestrali, tra politica, giustizia e modo in cui usare quest’ultima, io mi soffermerò sulla politica del fare, la vera nuova bimba vivace che spero nasca da questo segmento buio di storia italica.

Senza dubbio, di luce ne sto vedendo poca, ma ciò non mi farà perdere le speranze e le motivazioni eccelse che mi spingono a voler ancora lottare per costruire, piuttosto che distruggere. A sentir la pulsione dell’etica, piuttosto che le false emozioni calamitate dall’ingordigia dei mediocri.

Mediocri che trovi ovunque, dovunque, pertunque…mediocri che la società civile rifiuta…mediocri che ahimè sono sempre lì per un assett clientelare del sistema Italia, difficilmente espugnabile, ma non per questo da considerarsi invincibile tale da farci cadere nella depressione delle idee e nell’ignavia dei progetti innovativi e vincenti.

Progetti che però non possono prescindere dal nuovo, nuovo inteso in ogni modo, non come nuovo personaggio, ribadisco.

Serve invece una nuova mentalità, plurale e condivisa. E che non sia, ovviamente, un todos caballeros ad accaparrarsi di benefit vari (economici e non).

Solo questa è la strada da percorrere, anzi l’autostrada che ci condurrà ad una vera rigogliosa Terza Repubblica.

Altrimenti sarà l’ennesimo con c’è due senza…e preferisco non terminare la frase per far conservare la speranza anche a Tanti di Voi (e di Noi) NUOVI, per l’affermazione della Nostra NUOVA MENTALITà.

Coraggio Italia!

Lo zapping demotivazionale deve farci reagire

Ieri sera facendo zapping tra tribune politiche sono passato dalla sceneggiata napulitana di Del Debbio (ahinoi che vita è da quando c’è l’auditel…) alla arcinota Ballarò ed il commento finale, in stile televisivo è stato: “Che amarezza!!!” (ed il mio conterraneo attore mi scusi per la citazione dotta, nds)

Si parla ormai da mesi di crisi e si cerca di metter toppe alla falla: e quindi giù con manovre manovrine, sterzate e/o brusche frenate o retromarce. Ciò che però i politici non dicono è che siamo a fine corsa e la recessione se non è già attiva (e lo dico in questi toni solo per non staccare, ex abrupto, la spina al Paese e dar l’opportunità a tanti di sperare ancora come me) lo sarà.

Certo qualcosa rispetto all’immobilismo degli ultimi anni del ventennio (e non mi riferisco a quello fascista, anche se…) della famigerata Seconda Repubblica, si è mosso. Il problema è che ci si continua a muovere su palcoscenici e scenari ormai impraticabili e si rifuggono le vere soluzioni forti. Le uniche giuste e democratiche! Ma a che serve parlare di demos se i più dell’attuale politica nemmeno sanno cosa significa e penserebbero alla dimostrazioni dei videogiochi…

Fatto sta che questo videogioco, di ultima fattura, è un’avventura grafica che sta divenendo sempre più infausta e sanguinosa. Ah dimenticavo…per i soliti noti ovvio!

“È finita la ricreazione” diceva il ragioniere. Il brutto è che oggi, per pensionati, operai e ceto medio in genere non resta quasi più neanche la colazione…e che dire dei bimbi? Quale futuro li aspetta?

Per cui, io mi ripeterò e vi annoierò coi soliti discorsi, ma mai come oggi avrebbero ragione i latini…

Sul mio blog già tante volte avete letto di immobilismo operativo, di consorterie (non rubo il termine Casta agli amici Stella & Rizzo), di moralizzazione della politica come prima tappa di qualsiasi tipo di discorso di crescita e preliminare a qualsivoglia progettualità politica.

Continuo a crederci e ad andare in quella direzione. Se poi un domani sarò un Don Chisciotte senza Sancio ma magari con la pancia si vedrà…ai posteri, dunque…

Ciò che vi dico e scrivo può sembrare banale, non ha i toni del politico, direbbero i “benpensanti dei palazzi”: e MENOMALE, rispondo io!!!

Riflessione terra terra se volete, ma pregnante: oggi come puoi andare avanti con le vessazioni (tasse e tassucole) se poi vedi ogni giorno che gli sprechi del bilancio-Italia sono altrove; e la cosa peggiore, poi, è che spreca chi dovrebbe esser il buon gestore del nostro “condominio”, sia esso un consigliere di piccolo o medio taglio, sia altresì una ben più alta carica. E sul termine alto ci sarebbe da rivisitare lo Zingarelli in questo caso…

Per cui, non è assurdo meravigliarsi che il più della popolazione si getti nell’antipolitica visto lo spettacolo offerto da taluni e siffatti sinistri soggetti, di cui sopra e la delusione che da essi ne deriva.

Il problema a mio modo di vedere ed intendere è che ciò NON BASTA, NON è SUFFICIENTE! Serve salire di gamma per evitare che i discorsi e gli intenti dell’antipolitica ci lascino nell’estremo immobilismo al netto di lordo e tare varie.

La chiave di volta è semplice, ma faticosa se non si hanno la voglia ed i numeri cari Amici. Da dove partire?

Innanzitutto, lasciamo perder l’antipolitica, ma ovviamente mandiamo a casa (e non siate volgari ora…) la vecchia classe politico-dirigente. Rimbocchiamoci poi le maniche ed anche i colletti se servisse, e mettiamoci la faccia e soprattutto l’impegno Noi professionisti che amiamo profondamente l’Italia e non cerchiamo scranni solo per soddisfare le nostre tasche. L’unico nostro obiettivo sarà rilanciare il nostro bel Paese e magari la vera soddisfazione sarà esser ricordati un domani per aver scritto una pagina di storia d’Italia: una storia positiva e suscitante sorrisi per una volta!

Coraggio Italia!