Mese: settembre 2015

il ‪#‎pensierolaterale‬ per raggiungere ‪#‎vittorie‬ cadmee

Il sorriso non costa nulla come diceva Prevert: è così che ho aperto la giornata odierna dopo giorni di immensi stress…

Lo stimolo a farsi attore protagonista nel regno delle bonimie ha saputo ridare anche al sottoscritto un sorriso affievolitosi negli ultimi tempi. A volte, basta una chat, una telefonata, un sogno per poter donare un banale (ma solo all’apparenza in realtà) ristoro. E’ li che monta le tende l’empatia e prendendoti per mano ti conduce nella stanza dei bottoni del viver sereno: una stanza ove giustappunto torni capace di esprimerti, di dire con un registro diverso qualcosa che completi ciò che hai appena sentito, osservato, assaporato

Del resto, quando tocchi il fondo (o quasi) non è vero che puoi solo risalire, potresti anche scavarti ulteriormente un baratro interminabile ed inarrestabile…per impedire ciò dopo una prima fase statica in cui provi ad adagiarti sul chi e cosa, serve il dinamismo da guerrieri “indifesi” ma coraggiosi e grondanti di affetto riflesso, che ti porta a muoverti verso nuove avventure percorrendo il rischio maniacale delle proprie più intime passioni, affette da una sorta di sindrome da obbrobrio del domicilio.

E’ questa l’amara, ma unica possibile considerazione, di chi è tanto essenziale quanto semplice, ma nonostante tutto affetto dall’impossibilità di esser normale e vaga tra una fase ossessiva dietro l ‘altra senza tuttavia mai perder di vista il traguardo, il suo scopo: cercar di scorgere nel cielo dell’ispirazione un aquilone che possa catturarlo magicamente e trascinarlo nella tracimante simbiosi dell’empatia!

Ed il gesto di immaginarsela che spesso procede anche il pensiero stesso, è il modo più sublimemente evocativo di condividerne le proprietà manipolative e manipolatrici (al tempo stesso), ove di casuale non vi è niente ma pur tuttavia occorre sempre prestare molta ma molta attenzione per non incorrere nell’errore funesto di giudicare il “libro” dalla copertina…

Ma allora, quovadis? Se devo andare da A a B potrei optare per mille strategie diverse. Privilegiare scelte tali che si tirino pietre e ti tornino indietro rose potrebbe esser considerata la vera anabasi risolutiva, oppure si potrebbe auspicare di far coincidere e collimare perfettamente passione e lavoro per non porre limiti al meglio…

ma torniamo invece alla bonimia d’ouverture ed ergiamola ad indiscussa campionessa della coniugazione serena e gioiosa di tante realtà in uno status apparente di trance in cui è facile sentirsi (quasi) una divinità a metà.

Ecco, è qui che nasce e si esprime quello che la fanciulla Musa ha saputo (ri)-evocare in me: il pensiero laterale che in maniera geniale ci porta a raggiungere vittorie cadmee!

reiterare la propria esistenza respirando le emozioni

Per celebrare il 90° del blog non potevo scegliere o meglio sperare in miglior occasione. Il numero 90 che dipinge nella smorfia la paura sarà oggi cancellato dalla festa e metterà da parte ogni possibile incomprensione e se vogliamo lascerà in disparte anche il palcoscenico stesso del web che ospiterà il tutto.

I regali contraddistinguono le feste ma sono anche le carezze di speranza che inviano i nostri cari sempre presenti, seppur assenti. Il soffio del loro affetto può aiutarci a spegnere ansie infuocate ed al tempo stesso scaldare cuori gelidi; quello stesso soffio che oggi acquieterà la gioiosa espressione di 18 candeline per farci riflettere un po’ sul se e sul come, sul dove e quando…

Una tappa importante a cui sia io che Te, caro Vincenzo, sappiamo chi vorrebbe partecipare…

Oggi, seppur io ami tanto scrivere ed in parte hai già avuto modo di leggermi, sono convinto di non riuscire in maniera perfetta ad esprimerti cosa vorrebbe dirti il grande Uomo che era Tuo padre…

Spero che qualcosa ti riesca a giungere lo stesso attraverso la Sua guida ispirante, quella che oggi, tra emozioni infinite mi sta dettando frasi e parole, sensazioni e momenti pregni di eternità sinestetica. E mi perdonino tua madre e chi ti ha seguito negli anni se ti mando un augurio così denso e carico, ma nel rispetto che anche loro hanno per Lui, sanno che il Suo sorriso magnetico, oggi, non avrebbe desiderato miglior opportunità per dimostrarti quanto ti amasse/ti ama!

Non voglio tediarti comunque ma solo augurarti buon compleanno in modo non banale, riservando a Te qualche ultimo consiglio di Vita da Adulti con la A maiuscola, che oggi ti accolgono nel loro magico club. E’ difficile conoscere con certezza quale sarebbe stato oggi il messaggio di auguri per Te del mio compianto zio modello ma provo a mediare attraverso il vivido ricordo dei bei momenti trascorsi assieme anche a Te piccolo monello al mare…

Non mi resta dunque che chiuder gli occhi e provare a rivedere riflesse in un caleidoscopio emozionale le foto di quei giorni felici e spensierati assieme, a cui nulla potrà dare un colpo di spugna e nessun ostacolo potrà farci perder di vista il traguardo di un nuovo e futuro abbraccio, un abbraccio augurale che oggi vorrei ricevere spiritualmente io da Tuo papà per potertelo poi ridare con tutta la materialità dei nostri giorni terreni, una materialità fatta in ogni caso di sentimento, un sentimento che possa sublimare le cose non dette e non fatte per mille motivi, ma che possa sintetizzarti ciò che Gianni oggi direbbe a me e a Te, caro maggiorenne, mentre sarai intento a scartare regalini e pacchetti…

Prova da oggi a vivere nel mondo dei grandi tenendo bene a mente un unico motto prima di ogni altro: la ricetta giusta in certune occasioni, o se preferisci spesse volte, prescinde dal perché e per come e trascende nell’atto fortemente trascinante del gesto ancora prima del pensiero, da cogliere e sposare come filosofia di vita quando è il cuore che detta legge e ci suggerisce con dolcezza di reiterare la propria esistenza respirando le emozioni

AuGuRi Caro Cugino!!!

l’avventura proibita dei probi

Mi stavo ponendo, nel mio oziare affaccendato, una serie di interrogativi in parte esistenziali, in parte no. Sarebbe da indicare la Musa ispiratrice di un simil panegirico, forse…ma tuttavia, stavolta il la lo impartisce una frase in apparenza banale quale un “non ci siamo…”

Ecco che dunque lo sguardo trasli e mi conduca in un altro sempre fervido teatro delle operazioni: quelle dei pensieri più intimi ed imperscrutabili che guerreggiano ogni giorno creando in parte, loro stessi, delle linee Maginot insuperabili. Un viaggio, quindi, più che mai interessante con un’unica chiave di volta vincente quale lo scrutare la realtà in modo diverso, una maniera che ci “costringa” a contemplare di più il contorno, i dettagli, le minuzie seppur molto spesso inintelligibili.

Succede allora che saltino come fossero lucchetti di marzapane proverbi noti, che l’acrimonia verso l’ingiustizia e meglio ancora le…ingiustizie si elevi all’ennesima potenza grazie ad automatismi magari sopiti ma mai cancellati.

Ovvio che a molti, anche a soggetti molto vicini per motivi non sempre e solo di ordine geografico, un simile discorso possa risultare indigesto ma bisogna ricordare che il periscopio emotivo sempre tanto influente in ogni gesto e azione, non possa però regolare il flusso del tempo con la linearità di un metronomo cieco ma debba esser invece evocata e/o quasi invocata una circolarità visionaria che forse solo un direttore d’orchestra schizoide, giganteggiando tra note silenziose e pause rumorose, ci potrebbe regalare…

Di sicuro, non è propedeutico esser nostalgici ma l’assenza di parte romantica ed umana dalle innumerevoli cose odierne spinge il denaro oltre lo steccato dei sentimenti e gioco-forza ti risucchia energie vitali e ti porta fuori strada. Ecco che puoi perder la trebisonda e vagare senza meta in una sfida con la vita da rosso o nero, fortemente zigana… con un distacco senza senso ma al contempo con tanti se e ma, fioccanti e ficcanti.

La ricetta, a prima vista, potrebbe apparire irrealizzabile ed il quovadis odierno più che superlativamente impossibile.

Ma così come un romanziere riesce a calibrare opportunamente poesia ed epica scegliendo semplicemente dallo scrigno delle proprie nozioni che aveva preliminarmente condito col pathos dell’ispirazione a noi non resta che rimembrare dolcemente lunghezze d’onda magari d’altri tempi che hanno nell’intrinseca semplicità il sale dell’espressione e trovano la forza, a volte non così visibile, nell’atto celebrativo dell’onestà intellettuale!

E’ questa l’avventura proibita dei probi che ci chiama a risponder presente quando meno te lo aspetti…

Starà quindi a Noi il compito di farci capire mettendo in campo coraggio ed empatia, ove se il primo è il padre la seconda è ovviamente la madre che ci suggerirà sorridendo (in modo quanto mai materno) di indossare i panni del romanziere in parte un po’ censore agendo con le sembianze del mai eccessivo ma sempre sopra un certo livello, elegante sì ma pur anco disinvolto, cortese ed al tempo stesso intraprendente…

la vita succede mentre fai i piani

Tempo addietro una delle mie canoniche riflessioni alla Joyce era stata intorno al #nullaèscontato

Oggi come vedrete il tema d’avvio sarà circa il #nullaèobbligatorio elemento che mi ha portato nei meandri di una lunga valutazione di se, ma, pro e contro di sentieri di vita espressi o meno, bene o male, su e giù…

Una considerazione di sicuro nata in giorni e giornate ricche di contrasti, arrabbiature e similari che come sempre, tuttavia, divengono carica espressiva allo stato puro. L’oro nero di uno #storytelling è la sua vita con tutte le possibili contestualizzazioni da scoprire e trovare via via…poiché del resto, che tu voglia o non voglia non puoi distaccarti, arrivano loro: le emozioni

Eh già: la vita, ove ogni tanto purtuttavia serve rallentare il battito cardiaco proprio dei momenti di espressione, esser antitetici ed estetici in ossimorica congiunzione astrale, vivere la quotidianità nell’eccezionale ed il singolare nella consuetudine, facendo crollare schemi, diktat e facezie da pontificatore, irrequieto atque acido. Quante cose lasciamo indietro? Non ci vediamo mai abbastanza, non ci leggiamo mai a sufficienza, non ci sappiamo mai a soddisfazione. E nel mentre di questa nostra ineludibile situazione (all’apparenza, nds) irresolubile, il pantarei sale in cattedra e ci ricorda ieraticamente come e quanto la vita vada vissuta a cicli…

E nelle sequenze che frame dopo frame si accumulano finiscono una miriade di immagini, odori, sapori che quasi musicalmente ci sfiorano senza un vero senso ed un facile significato da cogliere. Sono infatti solo dei pretesti di vita che all’occorrenza dovrai e potrai prendere dallo scaffale della tua esistenza passata…

Tutto quello che incontriamo ci serve! Noi Tutti, rubiamo e permeiamo da chi ci attornia: l’abilità sta nel raccogliere il mosto lasciato cadere come monete contabilizzandolo in un vino pregiato

In pochi ci riescono e possono davvero farlo. Per i più questa capacità di guardare-quello-che-dici resta rarissima, rarefatta, semi-inaccessibile fin tanto da apparire classista. Ognuno usa espedienti diversi ma non non esiste una ricetta perfetta/infallibile. Chi come me cerca sollievo nella lettura, trova poi conforto nella penna purché non la si banalizzi in un mero esercizio da pollice-opponibile che pur anco le scimmie porterebbero a termine: deve invece esserci, per non esser scimmiottati, quel quid in più sinestetico dove la grafia ti media lo stato d’animo, il luogo ti proietta nella dimensione più consona di interpretabilità ed il resto lo fa il tempo…

Ma proprio perché risulta esser proverbiale che chi abbia tempo non debba sprecarlo, vengo al quovadis (come sempre, nds) cercando di orizzontalizzare un concettola vita succede mentre fai i piani, pertanto per evitare la catabasi occorre stipulare un contratto con se stessi in cui sarà la possibilità di esprimerti il tuo più grande alleato da metter in postilla