Mese: febbraio 2017

decisivo per gli uomini decisivi con una personalità fuori dai ranghi

Partiremo stasera, sovvertendo gli schemi noti e consolidati, da un quovadis provocatorio: può una stupida-astuzia aver poco della vanità e moltissimo della genialità? Il finale della storia che fra poche ore potrei starvi a raccontare sembrerebbe risuonare frastornante proprio così…

Ecco allora che, partendo da una simile iconoclastica caducità delle nostre certezze, si possa sovvertire il mondo fin li rappresentato e schernire anche gli astanti che mai avrebbero ipotizzato che la “stupidità” potesse condurre a successi ed al contempo l’intelligenza produrre atti di stupidità. Ma è proprio il farsi beffe dell’intelligenza assumendo stupide sembianze la chiave di volta e stavolta ho deciso di indossarla anch’io contrastando e ripagando in tal modo con la loro stessa moneta gli odierni Pirro dei miei rapporti lavorativi.

Questa apparente (sovra descritta) commedia dell’assurdo ci ricorda quanto la vita sia mimetica, a tratti mobile se non anche sfuggente e non esistono mai vere verità assolute. Forse perché la verità ha la capacità di indossare un unico vestito alla volta e sa percorrere una sola via, mentre la realtà conosce ed indossa più abiti in contemporanea e riesce a muoversi con abilità fra dedali di viuzze.

Ma torniamo al contrasto degli imprenditori della paura descrivendo un viaggio o meglio ancora il viaggio che sfogliato pagina dopo pagina ci racconta come tornare ad esser padrone assoluto dei tuoi spazi; dei miei spazi…

E sarà un viaggio contraddistinto dalla sobrietà, colei che spesso si pretende per poi cader vittima della non reciprocità. Ma per addormentare la diffidenza e disarmare l’arroganza di chi pretende e mai dà, con il mio laboratorio mentale sono giunto finalmente all’anabasi: stavate “oltraggiando” il mio corpo, ma mai annoierete la mia mente!

E’ vero, a volte bisogna dire di no anche se converrebbe il sì. Un no che a buon bisogno sembra una sconfitta ma la realtà (forse) è diversa…e pur essendo abominevole e ripudiabile quella scelta che profuma di futuro sembra al contempo e per assurdo l’unico metodo in possesso dei parametri e delle credenziali atti a traghettare nella modernità. Semplificazione intellettuale? Forse…io preferisco pensare sia un’osservazione schietta e senza filtri aprioristici.

Ed ai benpensanti accomodanti rispondo col realismo di chi ritiene un valore il definire i fatti e le cose col loro nome anche se a scapito del consenso di qualche sensibilità così urtata…meglio così che far soccombere i migliori! Fidatevi!

E domani in quel viaggio mi porterò le carte della semplicità che mi hanno illustrato sin da bimbo i miei genitori: gli autentici miei assi nella manica. Nella mano destra sentirò pertanto il calore della mano di mamma e nell’altra quella di papà: coloro che soddisfano oggi come ieri tutti i requisiti grammaticali della grandezza assoluta di quella mia mente non pigra…

Una mente da loro, per l’appunto, donatami e desiderosa di tornare ad esser decisiva per gli uomini decisivi con una personalità fuori dai ranghi!

 

orografia delle prese di posizione

La mia (quasi) ossessione per la numerologia è notissima e non potevo non bloggare dopo che il 3 Febbraio per motivi diversi ha sposato l’8 e l’1…

Ragioni diverse come accennavo ma tuttavia ora non voglio su di esse più di tanto soffermarmi: dirò solo che rappresentano una sorta di prodotto nuovo in un mercato vecchio.

E voltiamo dunque pagina.

Eccolo ancora una volta il foglio bianco: un’elettrizzante sensazione per alcuni, una palla infuocata ingestibile per altri. Un po’ come coloro che sentano di avere dentro un animale allo stato brado ma non siano in grado di addomesticarlo.

Ma non divaghiamo. Si parlava di numeri o per meglio dire di giorni. E quivi, il sofrologo (“cammeino”, nds) sempre uomo di infinito rispetto nei miei confronti specie se paragonato ad altri, direbbe: <<non serve che tu conti i giorni, ma fai in modo che i giorni contino…>>

E facciamo in modo che ciò succeda, pertanto, in una sorta di apotropaico rapporto tra dono e compito, ove si possano declinare liberamente pensieri, sentimenti ed azioni.
Ingredienti semplici ma al contempo complessi, divenuti di botto sirene del riscatto di un mondo tutto declinato al sotterfugio nel quale mi muovevo con un costante e sempre più tetro grumo d’amarezza. Un infuso di frustrazione lucida intriso senza ombra di dubbio di una serie innumerevole di luridi esempi.

Ed in questo paludoso “palcoscenico” il silenzio mi sembrava esser l’unica medicina possibile. Un valido rimedio fin tanto che nella mia vita non irrompesse una forza della natura più potente dei venti e delle onde, con le sembianze di una giovane donna energica e vitale: un passaggio anabatico e magico!

Non più uno, unico e solitario ma una coppia legata a doppio filo dal connubio fra affido e fiducia, tra speranze e consegne…

Del resto, non si poteva posticipare all’infinito. L’insoddisfazione inespressa ti lavora dentro. E fare due chiacchiere con se stessi è sovente l’unica vera anabasi risolutrice per la professione, gli affetti e tutto ciò che è ego. Uno sfogo apotropaicamente abbacinante!
Ma stavolta no.
Serviva Lei, sentinella del tuo Io e facilitatrice del tuo vivere futuro, che da abile sabotatrice dei confini dell’atteso metteva in crisi le consolidate frontiere fra stupidità ed intelligenza e ti permetteva di vedere finalmente in tela il tuo disegno preparatorio per l’affresco!

E così, mentre il talentuoso diceva al maestro di rivendicare ciò che era, aggiungendo ciò in cui credeva, la piccola Fra mi insegnava a viver l’avversario come un valore, donandomi quello che tutti conoscono come il quid in più!

Che tradotto non è altro che il seguente mantra: <<Se la tua mente può percepirlo, sarà poi il cuore a crederlo; ed allora potrai compierlo, combattendo giornalmente contro la tua trasposizione e tenendo al contempo lontani gli spettri della tua ombra…>>

Grazie amore! :*