Mese: novembre 2017

soffi di vita

Avete presente quel tipo di personaggi che ti descrivono una cosa e Tu quasi che fosse magia, la ricordi tutta la vita?

Beh, è così per Franco il collega regalatomi dal mio recente approdo nella nuova sede lavorativa, che oramai da qualche mese mi regala pepite preziose quanto i gesti del Vate o le frasi del Volpe.

Soffi di vita di uomini comuni ma non troppo, vera espressione di temerarie epifanie di gusto totale e pertanto totalizzanti.
Soggetti capaci di improvvise ed impreviste svolte, talora col gusto macabro ma genuino per l’estremo, ma in ogni caso sempre aggrappati ad una routine d’altri tempi in un mix (quasi) perfetto di indifferenza e di dolcezza.

Ecco che allora in dosi e momenti diversi tutti e tre, anzi quattro aggiungendoci anche il mitico Bodox (che ci “calza” alla perfezione), mettono in scena sfumature variegate a cui io possa giornalmente ispirarmi…
Andrea, il più delle volte nei panni del suo modo comodo di vivere sparendo quando occorra dietro le quinte, Bodox & Stefano mattatori invece di frasi che ovviano in caso di necessità alla scarsezza di parole adeguate e dulcis in fundo Franco, immerso nella sua riservatezza schiva ma immenso nella sua latente inquietudine fiammeggiante.

Tutti indistintamente sempre capaci di incuriosirmi e stimolarmi!

Ma oggi il quovadis sarà altrove da questa iniziale serie di considerazioni o meglio sarà parallelo ad essa: sarà un rompere gli schemi grazie all’enfasi degli insegnamenti quotidianamente da loro ricevuti, per ritrovarsi in quel vuoto che se da un lato non è affatto confortevole e mi fa oscillare fra senso di fallimento ed estrema esaltazione, dall’altro è di sicuro l’ineludibile anabasi a cui mi sento legato molto più di quanto forse volessi o sperassi. Oppure detto in modo diverso, è il mezzo per perpetrare l’ostinazione che è per me catarsi e mi caratterizza più di ogni altra indole.

Solo grazie a loro potrò aggiungere il tassello mancante e cambiare la prospettiva attuale con una danza coordinata che faccia ballare in me la scelta della giusta compagna di vita: è da loro che attendo dunque, con un modo dirompente di entrata nella vita, che mi si chiarifichi quanto prima se io sia in una strada ed un percorso che non mi appartengono…

E benché il dado non sia ancora stato tratto, l’obiettivo si: ovverosia la ricerca di qualcosa che valga di più che un comune giro di stagione!

le note della notte

Armando per l’ennesima volta “ruba” un sentimento altrui e trascina nel suo racconto di vita due suoi clienti amici…

Non sto parlando della mano de Dios (che ci farebbe tanto comodo in questi giorni per evitarci l’abominio del ’58) ma di una delle tante vittime del sistema che provano a graffiare il tempo e a difendersi da esso principalmente in questo modo. Lui in modo ragionato ma privo di filtri risponde alle curiosità che gli si pongono e sentenzia con sguardo distante ma paterno che sia la notte la sua vera Musa lavorativa

Milano è la cornice: uno spartito multi-chiave con un copione senza trama ove chiunque può immedesimarcisi. Milano, città viva e sanguigna, che diviene “cittadella” per ognuno di Noi che l’ami e a ciascuno di Noi faccia ascoltare le sue note più intime e spregiudicate.

Ecco allora che il quovadis per una volta sia giunto prima di iniziare a scrivere, sia nato ovvero dall’ascolto di persone semplici e sagge che fiduciose verso il tuo modo d’esser puro abbiano fornito le proprie luccicanze fugaci ma al contempo tenaci.

Ti sembra dunque che il consiglio della signorina seduta di fronte ad Armando sia l’anabasi che cercavi da tempo ed a mo’ di filo segreto che tiene insieme le cose fuoriesca adesso nel disegno (quasi) perfetto. Una sorta di ultimo tassello per il Tuo personale romanzo di formazione che, più e più volte, ha avuto la voglia di chiudere la porta in faccia ad una stagione molto brutta, ma invece quasi mai, la forza di darci l’illusione di potere continuare senza alcuna remora a vivere…

E per rendere il vivere stagione della vita irripetibile, in cui Tu incontri Te stesso una volta per tutte, occorre oscillare fra l’audace ed il prudente, come mi ha suggerito di recente Emanuele, a cui va il mio cammeo pre-chiusura fine ed arguto, tanto quanto il mio rispetto verso il suo spessore!

Si, ci siamo. Siamo giunti al fondo da rastrellare, dove rimane campeggiante questa scritta:

la vita è, in fondo, provare le cose per vedere se funzionano…

l’emozionalismo tra antologia e sorriso

Si è vero, per tanti dei miei “lettori” dovrei abbandonare le vestigia auliche ed ispirarmi ai modi del parlato, del comune, ma peraltro non potrei fare a meno di alcune “invenzioni” lessicali che io ritengo una ricchezza infinita nel proscenio della mia creatività.

Questo perché esistono due modi per pensare le cose: il mio e quello giusto che laddove un T9 mi volesse assistere sarebbe il mio è quello giusto! Un po’ come considerare che sia il meglio l’unico format da me accettabile.

E come direbbe ora il regista amico del Vate facciamo giungere i pensieri come nuvole in viaggio: i protagonisti di tante mie dissertazioni con o senza senso…

Spesso la vita cambia quando trovi qualcuno a cui ispirarti!

Un’alchimista commistionante i tuoi modi nonché i tuoi mezzi. Un traghettatore poco carontiano ma al contempo molto enigmatico che sappia scorporarci dal contesto in cui si è stati forzatamente immessi.
E’ così che pennellerei oggi con un brindisi vista mare mentre di fronte maestoso il vento mi osserva mostrando rispetto…il vento sa che la verità spesso faccia a pugni con la felicità e anche quando non finiscano a belligerare si sa che non possano stare alla stessa pagina.

Un pensiero che appare molto più amaro di quanto io non voglia chiosare. Il mio quovadis è soprattutto un tentativo celebrativo nei confronti degli alchimisti di cui sopra, che hanno saputo nel corso dei giorni e degli anni acquietare il vento e brindare con me: penso pertanto a Mario che avrebbe da pochi giorni spento 62 candeline oppure penso a tante facce che è come se ci siano sempre state nella mia vita e col loro sorriso a 1000 watt abbiano saputo, tante volte, succhiare l’aria fuori da uno stadio acclamante ed inneggiante al mio esprimermi caleidoscopico.

La vita, fuori da quello stadio, mi ha anche insegnato che non esistano innocenti ma solo diversi gradi di responsabilità e rimuginare col senno di poi non solo non occorre ma è impossibile! Sarebbe come farsi pagare un tanto a bugia per nuotare nell’oro: del resto, noi umani reiteratamente con editti pre-litteram ci professiamo sinceri anche quando ben sappiamo che siamo primi nell’alfabeto ed ultimi in tutto il resto.

Ed allora?
Più che una domanda servirebbe una richiesta da farsi a quei sorrisi capaci di prendere in ostaggio 100000 di sguardi e 1 milione di respiri:
quo v-a-d-i-s?

L’ennesimo. Ma anche quello che ci sveli oggi che tutto quello che c’è stato finora, era paesaggio…e dunque, col volto affilato di un levriero affamato serva adesso ripartire per nuovi lidi: ovverosia si legga anche che se mostri il Tuo carattere, la vittoria prenderà cura di se stessa quale antologia vivente dell’emozionalismo…