sofrologia

l’emozionalismo tra antologia e sorriso

Si è vero, per tanti dei miei “lettori” dovrei abbandonare le vestigia auliche ed ispirarmi ai modi del parlato, del comune, ma peraltro non potrei fare a meno di alcune “invenzioni” lessicali che io ritengo una ricchezza infinita nel proscenio della mia creatività.

Questo perché esistono due modi per pensare le cose: il mio e quello giusto che laddove un T9 mi volesse assistere sarebbe il mio è quello giusto! Un po’ come considerare che sia il meglio l’unico format da me accettabile.

E come direbbe ora il regista amico del Vate facciamo giungere i pensieri come nuvole in viaggio: i protagonisti di tante mie dissertazioni con o senza senso…

Spesso la vita cambia quando trovi qualcuno a cui ispirarti!

Un’alchimista commistionante i tuoi modi nonché i tuoi mezzi. Un traghettatore poco carontiano ma al contempo molto enigmatico che sappia scorporarci dal contesto in cui si è stati forzatamente immessi.
E’ così che pennellerei oggi con un brindisi vista mare mentre di fronte maestoso il vento mi osserva mostrando rispetto…il vento sa che la verità spesso faccia a pugni con la felicità e anche quando non finiscano a belligerare si sa che non possano stare alla stessa pagina.

Un pensiero che appare molto più amaro di quanto io non voglia chiosare. Il mio quovadis è soprattutto un tentativo celebrativo nei confronti degli alchimisti di cui sopra, che hanno saputo nel corso dei giorni e degli anni acquietare il vento e brindare con me: penso pertanto a Mario che avrebbe da pochi giorni spento 62 candeline oppure penso a tante facce che è come se ci siano sempre state nella mia vita e col loro sorriso a 1000 watt abbiano saputo, tante volte, succhiare l’aria fuori da uno stadio acclamante ed inneggiante al mio esprimermi caleidoscopico.

La vita, fuori da quello stadio, mi ha anche insegnato che non esistano innocenti ma solo diversi gradi di responsabilità e rimuginare col senno di poi non solo non occorre ma è impossibile! Sarebbe come farsi pagare un tanto a bugia per nuotare nell’oro: del resto, noi umani reiteratamente con editti pre-litteram ci professiamo sinceri anche quando ben sappiamo che siamo primi nell’alfabeto ed ultimi in tutto il resto.

Ed allora?
Più che una domanda servirebbe una richiesta da farsi a quei sorrisi capaci di prendere in ostaggio 100000 di sguardi e 1 milione di respiri:
quo v-a-d-i-s?

L’ennesimo. Ma anche quello che ci sveli oggi che tutto quello che c’è stato finora, era paesaggio…e dunque, col volto affilato di un levriero affamato serva adesso ripartire per nuovi lidi: ovverosia si legga anche che se mostri il Tuo carattere, la vittoria prenderà cura di se stessa quale antologia vivente dell’emozionalismo…