quando gli dei ti affidano una Ferrari a km zero…

Metti che si sia di fronte a chi abbia voglia di raccontare una storia scomoda. Bene. Nessuno lo chiederà mai a me magari, poiché so esser come Catone (spesso e volentieri). A buon bisogno potrebbero invece chiederlo al Vate o alla Volpe, dai quali ho sempre molto da imparare, giorno dopo giorno. Sono loro che mi stanno illuminando sui temi politici di questi giorni oltreché su aspetti più intimi della quotidianità. Andrew ad esempio mi ribadisce con ieratica ripetitività che lo specchio nel quale si ammirano gli spocchiosi d’Europa andrà in mille pezzi. Io qualche timore invece ce l’ho in merito a populismi e nazionalismi poiché da che mondo e mondo Tutti i dittatori venivano nelle prime fasi di “gioco” reputati semplicemente geniali nella loro più o meno palese follia… Pertanto, in attesa del Destino dello Spread vorrei…destinare la mia riflessione odierna ad altro. Dicevo giorni fa al Vate, l’altra mia vestale dell’anima, che io non sono mai riuscito ad assomigliare veramente ad un altro ma non ci ho mai nemmeno provato: la mia indipendenza, in poche parole, è ineludibile icona di stile! Certo che pur tuttavia non si debba far scadere (ed ecco la saggia considerazione affidata alle mie orecchie in ascolto) il proprio indipendentismo nell’egoismo narcisista fine-a-se-stesso. Poiché per tornare ad un vecchio leit motiv del mio blog:
quo vadis?
Che chiarificando un po’ diviene: quando gli dei ti affidano una Ferrari a km zero quo vadis? L’anabasi forse è più semplice del previsto e consta nel trovare uno storyteller suggeritore che mi sappia assistere nelle scelte di vita, una sorta di alter ego ovviamente pieno di riserbo, discrezione e soprattutto certezze. Ma ciò che invece di contraltare non è affatto simple per dirla all’inglese è entrare in sintonia con la mia caleidoscopica indole, un mondo assolutamente non facile da investigare: provare a sintonizzarsi con la mia sensibilità significa muoversi tra arte, scienza, filosofia, politica, etc etc con la medicina spesso ad accendersi in periferia. Insomma un intricato sistema che nemmeno Kubrick avrebbe saputo dipanare. Eppure, coi suoi colori qualcosa si potrebbe pur tentare per entrare in…contatto with my minds (giustamente not simple, nds). Chi da vicino mi osserva credo scorga spesso lungo la linea di Conrad una voragine che funge da separé fra: il filosofo e l’incendiario, l’ideologo e il pragmatico, l’alfa e l’omega. Antitetiche visioni del mondo che tengono (giorno dopo giorno) alta la tensione della “sfida”, la sfida di conoscere ed assaporare tutta la potenza emotiva del mio vissuto-racconto. Ecco dunque che il cerchio potrebbe chiudersi con lo storyteller alter ego di cui sopra che per forza di cose dovrebbe assumere anche le tinte di uomo affamato di conoscenza (benché) nella sua eleganza leggera… Ma torniamo alla realtà per non perderci, anche se come dicono Vate e Volpe (sempre loro):
i più grandi realisti sono i visionari
ed aggiungono che
forse esser realisti, nella società odierna, vuol dire pretendere l’impossibile
In ogni caso, ben vengano (pure) i flussi di coscienza come quello odierno ove sia possibile metter in azione veri e propri
scarichi dell’anima, fra parole che fanno perturbazione e frasi buttate invece lì a caso senza destino assegnato
ma…perché il tutto abbia un senso la frase/domanda lancio di poche righe fa credo non debba divenire:
quando gli dei ti affidano una Ferrari a km zero e tu…la righi!