quel rigurgito di grinta che mai tramonta!

Oggi la mia prosa si lascerà andare per celebrare i 7 anni del blog. Una cifra che in alcuni cliché gli esperti definiscono come rappresentativa di crisi: parola che l’attualità odierna porta facilmente sulla scena politica.

Dicono, altri esperti, che il coraggio politico sia morto ma non possiamo sempre contare sul fatto che ci sia qualcuno che si batta per noi anche perché la storia ci insegna che, sperare nell’eroe di turno abdicando totalmente alla vita, non sia scelta foriera di “salubrità”.

Eppure i secoli sono costellati da simili esempi; forse, perché è più…

Comodo

agire così. Rintanarsi in trincea ed aspettare chissà che, chissà chi.

Magari, a buon bisogno e con cadenza sovente, viene ardito artatamente un disegno atto ad appiattire le culture delle società. Sta di fatto che chi esprimeva fino a ieri una soddisfazione tangibile per lo “stellato” che avanzava sta provando a tornare ignobilmente dietro la sua Maginot.

Giorni fa confidavo durante una cena, ad uno dei due principali miei Mentor della politica, di esser preoccupato veramente. Un’aggettivazione scevra dai miei canonici orpelli di scrittura.

Preoccupato.

Che va a far il paio con il comodo di cui sopra. Peccato soltanto che il porco comodo lo stia facendo il qualunquismo imperante degli ultimi anni, anche e specie tra coloro che fanno parte della mia generazione…

Ormai il condensato delle nostre esistenze vaga non solo nella sfera politica nell’orbita dell’influenza del pressapochismo che è divenuto un “valore” inalienabile al pari dell’egoismo e dell’ignoranza. Certo, mi direte che mi stia ripetendo avendo più volte sfiorato questo tema, ma esso è incastonato nelle mie più profonde convinzioni.
È una storia strana, tremenda, difficilissima anche da descrivere: orgoglio e pregiudizio, picchi e valli, eros & thanatos (anche)…
e per trovarne l’anabasi forse occorrerebbe (come suggeritomi da altra figura mia musa) fermarsi un attimo, respirare ed infine strappare una pagina da tutti i racconti pregressi.

Perché ciò che resta dopo simili azioni e gesti è un arcipelago di isolette nel mare del nulla che anela l’approdo di giovani virtuosi in grado di popolarle a colpi di competenze ed empatia!

Ovviamente ci saranno alcuni che verranno prescelti per la loro eleganza nel muoversi benché siano robotici nelle emozioni e viceversa si scorgeranno altri più avvezzi all’emozione irrazionale (e purtuttavia elegante) piuttosto che alla ratio sciatta. In ogni caso, dal connubio di questi reali homini novi emergerà una “potenza muscolare” fuori dal normale che porterà alla vittoria (e rinascita) quale fosse l’agognato match point dell’umile e laborioso tennista che per anni ha ricercato quell’inverosimile coordinazione occhio-braccio e solo durante i titoli di coda l’ha finalmente trovata…

Eccola, dulcis in fundo, la cassa di risonanza mondiale che si erge a rappresentazione fisica del potere:

quello che non chiede scuse, quello che danza senza padrone, quello che ha confinato le nostre paure pregresse nell’angolo dove la mamma teneva la marmellata, quello che ti rispetta ma di fatto mai ti ha rivolto parola, quello che con un gesto tremendo, forte, disperato e terminale, in un momento di “alto” relativismo morale ha dato ristoro e ricompensa a tutte le traversie ricevute nella vita.

Quello che ha smascherato le mie passioni mascherate e mi ha reso il Principe delle maree attraverso quel rigurgito di grinta che mai tramonta!

9 spostano il pianoforte e 2 lo suonano

Il titolo potrebbe esser parafrasato così: “la strada verso l’Olimpo devi sudartela!”

Vale per una squadra ma anche per un singolo, ovverosia se Egli non ha al suo interno sia doti muscolari che vezzeggiativi diminutivi in punta di fioretto che mirano ai dettagli dolci della vita, allora sarà facile preda degli insuccessi. Viceversa diverrà invincibile sconvolgendo gufi e non solo quelli…
Sembrerebbe il preambolo della descrizione del Milan stellare fatta dal mio Mentor Andrew, un uomo che quando parla è cassazione…
(ed anche più del Vate mia altra fonte contenutistica, nds)
Ma cosa accomuna team d’alto lustro con gli uomini quali individui singoli? Forse nulla si direbbe di primo acchito; ed invece…
come accennavo nell’intro la vera forza di ogni Uomo Leader deriva dalla sua capacità di esser trasformista: un duttile ai mood della vita, un caleidoscopio mutevole che sappia, spesso, prima strattonarti e poi anche commuoverti…

Ovviamente coloro che provano a far la faccia da leader senza averla nel repertorio prima o poi vengono sgamati in una sorta di legge non scritta (e quasi divina).
Hanno tentato, in poche parole, di giocare col Mondo a testa-o-croce oppure ai dadi, ma hanno inesorabilmente perso.
Perché come ci insegna il grande architetto della lettura delle fasi della vita: nemmeno il vento dell’imponderabile può tramutare in leader colui che non lo è…

Ma torniamo al racconto muovendo rotta verso l’anabasi. Un’anabasi che ci comunicherà il seguente dolce segreto:

Per un leader l’amore per il racconto è spesso superiore al racconto stesso

che, anche qui parafrasando, potrebbe divenire:

Le favole sono più belle da ascoltare che da leggere. Pertanto ognuno di Noi nella sua esistenza scelga dei traghettatori emozionali e li ascolti nel racconto di una favola!

Il sottoscritto ha scelto quella del titolo: 9 spostano il pianoforte e 2 lo suonano!
La favola dei leader…