rivoli di emozione nel fiume dell’empatia

A volte basta una foto, uno scatto ispirato per eternare un momento. E se tale foto l’avessi immaginata “ieri” l’avrei dipinta con colori di sicuro più spenti perché il reale ancora una volta bussandomi sulla spalla mi ha fatto voltare alla (ri)scoperta di quelle emozioni che sono parte di me e che luccicano di più quando condivise. In ogni inizio si trova, inoltre, un incanto che ci protegge e ci aiuta a vivere meglio.

Un inizio contraddistinto dalla libertà di esser me stesso e non succube di tanti cliché di facciata che sono l’impalcatura delle moderne dittature dell’apparire. Un inizio in cui anche la passione sportiva legata a doppio filo con la mia professione c’era: caso o magia, magia o caso che sia, sono davvero tanti i grazie che vorrei elargire stasera. E per non fare torti a nessuno non procederò per nomi ma per sentieri di rivisitazione emozionale racchiudendo un mondo di sguardi e sorrisi magari in prosa, nel modo che più mi aggrada nelle mie serate solitarie inframmezzate anche da musica e fornelli.

Insomma, un vero e proprio dominio della scena nel territorio dei prodigi, degli incontri speciali, della felicità possibile e della normalità (finalmente) ritrovata anche al di la dei confini meramente retorici.

E quindi impugnando stasera la sintassi come ieri con maestria i calici manteniamoci nel sorriso: abbiamo insieme riversato una serie di rivoli di emozione nel fiume dell’empatia e soprattutto abbiamo capito quanto essi siano in fondo capaci di distruggere ogni argine di indifferenza…

Grazie a Tutti e al prossimo #CardioPneumoTalks

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