nel Pantheon della mia fantasia

Negli ultimi tempi avrete notato un blog meno produttivo. Non che sia colpa dei miei più validi ispiratori né che si sia azzerata la mia voglia di sfogarmi in una delle mie più ineludibili passioni.

Sembra l’intro dell’ultimo pezzo forse perché si persevera e lima ulteriormente la riflessione passata in una sorta di sineddoche esplicativa.

Credo ci sia, infatti, un’unica spiegazione plausibile: è un’assenza ragionata nel tono monocromo di un’atmosfera malinconica, nel clima di un momento ricco di tentativi sabotatori di una realtà che, fino a poco tempo fa, sapeva donarti al netto di lordi e tare varie, sempre il giusto balsamo per la mente.
Ed ora?
Adesso, lo scenario è dominato da un accavallarsi (quasi) gloriosamente entropico di una serie di storie urticanti ma fatte praticamente di nulla. Un segno deragliante ed iconoclasta che obbedisce soltanto al credo dell’assolutamente esser cieco, ove tutto ciò in cui avevi creduto sembra che oramai venga ritenuto inattuale e/o tutto ciò in cui avevi investito persino anacronistico.

Ed allora qual è l’odierno quovadis?

Azzarderei quasi un punto di partenza e arrivo comune, che vada a fare il verso a quella che dovremmo considerare come la massima posta della vita con le sue ordinarie occasioni, le ineluttabili ferite ed i poveri beni…

Una vita dalle traiettorie spesso bizzarre tra voli interrotti e numerose diatribe sofrologiche. Un’esistenza che però nel patrimonio dei ricordi sa intrecciarsi in modo viscerale con la tua parte più intima e vera, che mai e poi mai dovrai cambiare…

Solo così nel pantheon della tua fantasia ti renderai conto di (voler) esser un artista ancor prima che leader!

il difficile mi piace, l’impossibile mi seduce!

Dopo giorni di assenza che hanno suscitato l’attivazione di alcuni miei blog’s fans ecco che giunge la serata in cui ridare spazio alla riflessioni. Certo, avrei sperato in una serata totalmente diversa ma magari il Destino che con me spesso ha giocato (e gioca) al gatto col topo mi voleva di nuovo intento a digitare…forse, chissà…

E quindi quo vadis? A chi spetterà lo scettro della serata? La protagonista, cari amici, sarà la pazienza (forse): per tutti una qualità importantissima, ma a pensarci bene come ha detto l’altro giorno il mio “consulente” Marco, non è una qualità ma una quantità…e se non l’hai bene a mente rischi di inabissarti in modo lento ed inesorabile sotto i colpi dei cultori dell’idiozia di cui il mondo odierno pullula…

e quindi cosa fare per controvertere un finale già scritto dai toni riccamente epitaffici? Magari può semplicemente bastare tenere a mente una delle principali teorie di Kipling, ovvero che la forza del branco è il lupo ma quella del lupo è il branco stesso oppure sarà meglio voltare pagina e convergere verso principesche immagini che ti catturano e portano via dalla stressante routine zeppa imbottita degli idioti di cui sopra…

servirà quindi rispolverare una serata magica ove tutto è stato il contrario di tutto ma la principessa indiscussa ti ha permesso sorrisi tanto agognati quanto mai necessari. Ti sembrerà quindi di esser catapultato in una realtà ove l’immaginazione la farà da padrona e la chiave di volta sarà indirizzare lo sguardo e le attenzioni dove mai prima.

Eh già, le attenzioni: un regalo inestimabile che dobbiamo riservare in maniera viscerale e sinestetica solo a chi per Noi rappresenta l’alfa e l’omega, il giorno ed al tempo stesso la notte e ci completa e soddisfa quasi come filosofeggiava Platone…

ecco allora che una cena può divenire evento nella misura in cui ritieni Lei un’artista, o meglio: l’artista! Eppure, mi direte: lei non scrive né canta, non dipinge né suona, non recita né dirige ma sa sublimemente attingere da tutto, divenendo geograficamente mercuriale e stagliandosi uno o due pensieri progrediti avanti a qualsiasi altra…

ecco dunque che un bimbo le corra in braccio in maniera ingenua ma tanto tanto spontanea, dando alla serata lo scatto da immortalare nei ricordi vividi dell’emozionalità. Non servono altre spiegazioni, come Rembrandt o Fidia non ti serve un compasso: lo hai dentro! Sono le regole invincibili della natura che con tonalità miste tra il pastello e l’olio ti colorano la vita e poco importa se la razionalità ti suggerisce altri sentieri più facilmente percorribili, la tua prima RISPOSTA sarà: il difficile mi piace! Ma ancor più dirompente sarà la FORZA con cui dirai: l’impossibile mi seduce follemente e in men che non si dica troverai il modo, i tempi e i gesti atti a cibare la tua voglia di SFIDA…e (magari) al tempo stesso riuscirai a soddisfare la sfera irrazionale di colei che magicamente ti ispira oggi, domani e sempre…