sofrologia

un po’ cammeo, un po’ esempio ma soprattutto tanto realtà!

Riprendiamo il filo del discorso del blog o se preferite del delirio sommico ripartendo da un leit motiv classico, ovvero i cammei. E cammeando cammeando ci incamminiamo verso nuove sfide, perché, in fondo, ripartire è sempre una bella esperienza!

No, non siamo alla fiera dell’ottimismo né tanto meno alla rievocazione delle frasi di Tonino che da un paio d’anni riposa. Ma la settimana appena trascorsa si è aperta con una mia profonda voglia di rendere omaggio, di dare il giusto palcoscenico e proscenio ad una bimba vivace che giorno dopo giorno esterna la sua personalità e carisma con grande spessore. Del resto, basta poco per accorgersi se tu sia carne o pesce e qui la mia passione per i fornelli non c’entra…tuttavia, c’entra il sottile ma indissolubile legame tra la vivificazione della vita suscitata dal pensiero rivolto alla bimba vivace e ciò, che lei stessa, passo dopo passo, attimo dopo attimo sa suggerirti con classe e sempre profondo rispetto. Un rispetto che se tradotto in culinario può farti “ripudiare” la pasta che pensavi di amare tanto, avviandoti verso pietanze che meglio si sposano col palato ed ancor più l’imperioso e tenebroso Fato

Ma torniamo a Noi, non disperdendo il filo conduttore dell’odierno mio palesarmi sul web e cogliamo subito l’occasione per elargire (come feci mesi or sono, con la cosiddetta Famiglia Mundial) un abbraccio augurante ed augurioso ai miei genitori che solo due giorni fa festeggiavano qualche lustro assieme: 37 e non sentirli direbbero le cronache sportive con imperturbabile precisione e dovizia ma al tempo stesso inguaribile romanticismo. E senza smielare ma magari solo ammaliare facciamoci catturare dalla magia di una foto per raccoglierci quasi che fosse una catarsi ascetica in una serie di riflessioni…

Si arriva pertanto al quo vadis o se preferite ai quo vadis di oggi? Diciamo innanzitutto che si arriva. Punto. Lascio ad altri il ruolo di pontificatori e mi soffermo invece sulla constatazione di alcuni piacevoli fatti: se il soddisfacimento di taluni desideri altrui vivacizza il tuo sorriso, allora ci siamo! Se l’assaporare oltre il gusto diventa la regola, l’abitudine, ecco che chi suscita ciò ha in mano la chiave di volta. Ecco che, se il volta gabbana del Destino è solo un mero ricordo sbiadito e mai più usanza tipica vuol dire che alfa ed omega sono finalmente più vicini di quanto si possa immaginare e Platone vede maggiormente definiti i contorni del suo discorso…

Ecco, dunque, che da che ti sentivi un pesce fuor d’acqua, ti pare improvvisamente di esser la persona giusta, al momento e posto, giusti. Se poi, come magari sai fare, ma senza svelarlo troppo alla tua umiltà, ti lanci in ambienti non prettamente appartenenti al tuo mondo e senti ardere il brivido della soddisfazione, gli indizi sono tutti schierati e stanno con preponderante forza sfatando miti e tabù: una forza destruente che nemmeno se fossimo di fronte alla banda Baader-Meinhof

Ma del resto, qui non siamo in Germania nè fors’anco in Svizzera, ma magari rubare il mestiere cogli occhi a lidi più o meno lontani è una delle vere essenze della vita: un dono che solo la Natura sa e può offrire, sempre che dia il suo consenso monsieur Destinee

E quindi, concludendo, destiniamoci verso un’ennesima riflessiva chiosante chiosa che racchiude oggi i visi e sorrisi di mamma e papà, gli attori protagonisti che il Regista monsieur di cui sopra ha saputo magicamente condensare nel lontano Settembre del ’77 per dar luce ad una sfociante e folgorante storia un po’ cammeo, un po’ esempio ma soprattutto tanto realtà!