sofrologia

battersi contro l’idea di perdere

Siamo stati Uno (quando eravamo soli a casa), Nessuno (di fronte alle mille avversità) e Centomila (quando volevamo sfogar paure sui social, spesso con ipotesi astruse).

Siamo stati anche Tutti un po’ pazzi (non per Mary!) se non addirittura impazziti a seguito della miriade di fake-news che spesso abbiamo (ahimè) sposato e seguito.

Siamo stati infine anche in perenne ricerca della Nostra Piccola Stella senza Cielo…colei che potesse ristorarci giornate buie, orizzonti grigi e forze flebili.

Nessun bipede senziente è passato indenne e poco o tanto ha subito i contraccolpi inesorabili dell’emergenza #corona. Tale sostantivo ci faceva pensare fino a pochi mesi fa soltanto a teste regnanti o poco più, ma dal giorno di Codogno in avanti è divenuta, per Noi italiani, reale in quanto sciagura.

Ci ha fatto scalare i Nostri Everest personali, esteriori e specie interiori. Ci ha reso abitudinarie azioni e/o situazioni che i più avevano solo letto o ascoltato (in forma anche ben più drammatica per onestà intellettuale) dai racconti di guerra: coprifuoco, immense file davanti agli store di generi alimentari, dilagare della povertà.

L’immagine che è più veloce della parola saprebbe esprimervi molto meglio tutto ciò e vi fornirebbe davanti agli occhi la sensazione vivida di tante vite giocate ai dadi

E ad ognuno di Noi spetterebbe anche di ricercare speculatori e giocatori dell’oggi, dello ieri e chissà del domani. Per ognuno potrebbe esserci la tentazione di trovare i colpevoli di questo “gioco” al semi-massacro. Al contempo, ci sarebbe chi sceglierebbe la via del silenzio e della riflessione intima ancor prima che interiore: un’elucubrazione per i più fine-a-se-stessa ma che nella sua eleganza rarefatta permetterebbe di evitare ulteriori angustie derivanti dall’osservare la così vasta pochezza riflessiva che ci attornia.

Semplificare è infatti utile, sovente; pur tuttavia, può trascinarci ancor più lontano dalla meta…

Una meta esemplificata dal castello dei sogni di ognuno di Noi, il quale per non andare in frantumi necessiterà di un abile maneggio dell’irrazionale bonificando l’immaginario da Tutto ciò che è rabbia ed al tempo stesso, trasformando quest’ultima in disseminazione di contenuti seri (laddove e per quanto, ancor oggi, possibile) ed azione vivificatrice reale.

Reale. Realtà. Parole che ritornano sul sentiero della possibile rinascita a patto che si conoscano yin & yang, accelerazioni e (parziali) frenate, equilibrio!

Ed eccomi qua, eccoci qua: tra il sopraffatto e lo stupito dopo mesi passati a flirtare con la verità, proviamo ad addentrarci nel bosco dei misteri spezzando il pane della conoscenza e non abbeverandoci unicamente ai post del web.

E’ questo il mio editto-quovadis per le fasi post, quelle del futuro: con o senza numeri, accompagnate da o senza inutili vessilli politici da tornaconto (spesse volte) infimo, ma ben consce circa il battersi contro l’idea di perdere…Tutti!!!