la miniera di energie dietro l’angolo

La pennellata principesca l’artista la coglie nei momenti e modi inaspettati ed a più sfuggenti e sfuggevoli. Ecco che allora tra un vagheggiare tra palestra, sauna, vasca ghiacciata, aperitivo arrivi a catturare la tua attenzione un acronimo come tanti, un po’ medico un po’ no, ma tale da farti immergere in una delle tue più innate e vivide passioni: la scrittura!

E quindi anche stasera blog e riflessioni, condivisioni e web crowdsourcing…(forse…)

Anche se lo stream of consciousness balenatomi in testa non so quanto sia facile da decodificare. Se bastasse un blog…e qui Eros mi denuncerà per plagio anche se Lui si avvaleva non di una pagina internet ma di una canzone…magari, invece occorrerebbe un film con il giusto pizzico di criticità e romanticismo, mai banale né troppo da palati diabetici ma profondamente emozionale; ah sì…ambientato in oriente tra Thailandia e Birmania…

Ma tornando a Noi ed evitando ghirigori da cecità attenzionale che si tramuterebbero in un batti-baleno in elucubratorie divagazioni fini-a-se-stesse quantunque da perdizione, poniamo l’odierno quovadis di fronte a me e Voi: è possibile cambiare una personale connotazione antropologica all’autolesionismo perpetrata oltre lo steccato, oltre i confini e contro ogni consiglio, suggerimento e schema di interpretazione razionale? La domanda di primo acchito sembrerebbe molto semplice ma in realtà i però fanno pieghe ovunque che nemmeno una stiratrice professionale…E allora?

Per non “stirare” ovvero soccombere alle proprie decisioni e/o pseudo-tali di vita si dovrebbe per astratto ed in senso molto lato, innanzitutto, trasferire i propri problemi e paturnie in contesti attigui ma anche qui la coperta appare davvero molto corta e ancor prima e molto prima di un inizio di avvistamento-faro…

Del resto, come è possibile imporre un’idea analitica in un mondo digitale? Come denaturare e denaturarsi, o se volete rinnegare e in parte (se non totalmente) rinnegarsi?

Le scelte pregresse, come vedete e ben sapete, ci attanagliano e si impossessano per induzione, del nostro presente intimidendoci nei sentieri del futuro: è il Destino dei vip emozionali, di coloro che fanno della creatività un must e recitano a memoria le poesie dell’istintualità dando una puntualità estrema alla paura e alle inibizioni. Per uscire da un simile impasse la strada da percorrere è forse solo una: lasciar spazio irrazionale alla hit parade delle emozioni sperando che il raziocinio (seppur irragionevole) ci accompagni, al contempo ed il giusto, nel luna park dei sentimenti…

A quel punto potremo capire se il nostro viaggio è in treno, a piedi o chissà come e quanto sia possibile anche l’impossibile (almeno sulla carta…) con una nuova miniera di energie scorta e scovata dietro l’angolo!

ouverture, acte final o semplicemente: !

Sta per volgere al termine il mio 2014: un anno denso di accadimenti. Ma del resto è sempre così…o quasi, mi direte.

Attraverso il blog lo avete vissuto, seppur a sprazzi e talora non così a tinte chiare, assieme al sottoscritto. Mediante i miei scritti avete intuito stati d’animo, aspettative, speranze. Avete colto umori e malumori. Regalato commenti ed opportuni suggerimenti. Siete stati abituati a cammei e ringraziamenti più o meno pomposi…

Ed ecco che oggi, l’ouverture la voglio dedicare a Tutti Voi. Il cammeo dei cammei di questo anno in parte funesto seppur non bisesto…

Non desidero, inoltre, dilungarmi troppo, perché sarete presi dai preparativi della festa e guai intaccare la solennità di tradizioni e momenti. Magari a buon bisogno, c’è anche molto retorica e molto apparire-fatuo nelle esemplificazioni sansilvestrine di ieri e soprattutto oggi, ma tant’è…

Fatto sta che, proprio madame-retorica impone che si faccia un bilancio e non sarà a reti unificate né altresì blasfemo (forse un domani chissà…) ma sarà vero e veritiero, emozionale ed empatico come sempre ed anche un pizzico auto-ironico e pregno di umiltà. Sarà la pennellata finale del SoMMo, senza se né ma, una fotografia racchiudente gli #up&down in un sol respiro, in una sola nota, in un solo verso…

!

Forse…basterebbe questo.

O fors’anco no.

Certo, i commenti a latere ed a contorno di un simil acte final sarebbero molteplici. Si scatenerebbero i più assidui Guelfi da un lato ma di contraltare anche i Ghibellini sommiani non sarebber da meno. Ognuno avrebbe modo di esprimersi e condividere. Il web godrebbe di un crowdsourcing sinestetico e qualche (eufemismo, nds) sorriso sboccerebbe qua e la rallegrando anime, senza aver peraltro bisogno di vini aspri a corollario…

Ma senza scomodare colui che ebbe i natali a Valdicastello di Pietrasanta, torniamo a Noi, anzi al sottoscritto, a cui questo DUE ZERO UNO QUATTRO ha regalato la gioia della casa nuova come più vivido e sentito momento. Un sogno divenuto obiettivo nella fattispecie del suo realizzarsi, a cui il Fato ha concesso vita e forza. Ma lo stesso Destino che è spesso tiranno, non ha voluto (per ora) omaggiarmi di un altro sogno, d’altro canto molto frutto delle dinamiche circonvolute dell’idealizzazione piene di arzigogoli e poco figlio del meccanicismo razionale che pretende di sapere tutto e chiarire a tutti…

Ma tant’è…

Ed allora, quo vadis? Eccolo, imperterrito l’altro leit motiv del mio blog

Stavolta lapalissianamente e molto meno metaforicamente (forse…) del solito mi limiterò a tracciare una riga ed a scriverci sopra assieme a coloro che vorranno darmi forza, sostegno ed affetto:

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BuoN AnNo Cari Amici!