la scintilla dell’improvvisatore tra le verità non confutabili

A produrre suggestioni ogni giorno, ci pensano le facce, le espressioni, i sorrisi, i pianti, i furori, l’epica del quotidiano declinata nella sostanza e nella forma. Riassumendo si potrebbe riflettere sul fatto che la realtà si muova più velocemente della fantasia spesso e sovente o  ancora, ci si può affidare alla filosofia del “tutto ciò che è vita emoziona, tutto quanto empaticamente coinvolge ci da respiro”.

Ecco, un’altra pagina del blog caratterizzata da criptici messaggi che coesistono nella mia testa e combattono nella mia essenza per provare a liberarmi da quei momenti sporadici in cui le zavorre mentali si impossessano del palcoscenico ed annebbiano i territori di prodigi sin lì cercati ed anelati.

Per gli psicologici potrebbe trattarsi di semplice e banale paranoia da successo sostenuta da simili innumerevoli fardelli, ma l’impaccio dato da tali impicci facenti massa, ovviamente mai critica, comporta un’attenta riflessione interiore su quelle fasi dell’esistenza in cui sembra emergere e prevalere una mitologia non epica paludosa. Ad essa, spesso si prova a contrapporre una scientifica pianificazione con obiettivi risolutori. Peccato si tratti tuttavia di piani sui se e sui ma, che poco hanno a che vedere con le soluzioni e molto invece coi malinconici flop tipici dei barocchismi fini-a-se-stessi.

Ed allora, quovadis?

Bisogna subito svestire i panni degli addormentatori di serpenti e calarsi nel ruolo di condottieri coraggiosi capaci di sfidare le antologie dell’inganno: queste provano a graffiare la vita ma possono alla fin della fiera solo griffarla, mentre il coraggio che esibisce tante piccole grandi sfumature può fornirci l’affresco all’ultimo respiro, quello ovvero in grado di fare da solo tendenza. Un coraggio che quantunque costruito, alimentato, dosato sia idoneo a dribblare l’omologazione non soccombendo sotto i colpi del pugilato mediatico che spaventa e così controlla, limita ed in tal modo annienta…

Eh sì, troppo facile a parole descrivere e dipingere la giusta e dirompente fiammata anarchica!? Forse…
ma le parole sono azioni che fanno accadere le cose e sebbene il rischio sia che una volta uscite Tu non possa più farle rientrare, è altrettanto vero e lapalissianamente certo che un’impresa muta nascerebbe morta in partenza!

Ed allora facciamo sì che ogni nostra parola sia un respiro della storia, ogni nostro pensiero sia vincente, ogni nostra idea sia consona nei tempi e nei modi, senza troppe ansie, patemi e rimuginazioni ma con una sempre più carismatica leadership dell’ex-abrupto dell’azione per nulla accidiosa: perché se da un lato la bellezza nobilissima dell’improvvisazione è in grado di enfatizzare un vero concentrato di principi rivoluzionari proprio nella spontaneità e rapidità d’azione, la scintilla dell’improvvisatore possiede l’arma in più delle verità non confutabili…

 

l’avventura proibita dei probi

Mi stavo ponendo, nel mio oziare affaccendato, una serie di interrogativi in parte esistenziali, in parte no. Sarebbe da indicare la Musa ispiratrice di un simil panegirico, forse…ma tuttavia, stavolta il la lo impartisce una frase in apparenza banale quale un “non ci siamo…”

Ecco che dunque lo sguardo trasli e mi conduca in un altro sempre fervido teatro delle operazioni: quelle dei pensieri più intimi ed imperscrutabili che guerreggiano ogni giorno creando in parte, loro stessi, delle linee Maginot insuperabili. Un viaggio, quindi, più che mai interessante con un’unica chiave di volta vincente quale lo scrutare la realtà in modo diverso, una maniera che ci “costringa” a contemplare di più il contorno, i dettagli, le minuzie seppur molto spesso inintelligibili.

Succede allora che saltino come fossero lucchetti di marzapane proverbi noti, che l’acrimonia verso l’ingiustizia e meglio ancora le…ingiustizie si elevi all’ennesima potenza grazie ad automatismi magari sopiti ma mai cancellati.

Ovvio che a molti, anche a soggetti molto vicini per motivi non sempre e solo di ordine geografico, un simile discorso possa risultare indigesto ma bisogna ricordare che il periscopio emotivo sempre tanto influente in ogni gesto e azione, non possa però regolare il flusso del tempo con la linearità di un metronomo cieco ma debba esser invece evocata e/o quasi invocata una circolarità visionaria che forse solo un direttore d’orchestra schizoide, giganteggiando tra note silenziose e pause rumorose, ci potrebbe regalare…

Di sicuro, non è propedeutico esser nostalgici ma l’assenza di parte romantica ed umana dalle innumerevoli cose odierne spinge il denaro oltre lo steccato dei sentimenti e gioco-forza ti risucchia energie vitali e ti porta fuori strada. Ecco che puoi perder la trebisonda e vagare senza meta in una sfida con la vita da rosso o nero, fortemente zigana… con un distacco senza senso ma al contempo con tanti se e ma, fioccanti e ficcanti.

La ricetta, a prima vista, potrebbe apparire irrealizzabile ed il quovadis odierno più che superlativamente impossibile.

Ma così come un romanziere riesce a calibrare opportunamente poesia ed epica scegliendo semplicemente dallo scrigno delle proprie nozioni che aveva preliminarmente condito col pathos dell’ispirazione a noi non resta che rimembrare dolcemente lunghezze d’onda magari d’altri tempi che hanno nell’intrinseca semplicità il sale dell’espressione e trovano la forza, a volte non così visibile, nell’atto celebrativo dell’onestà intellettuale!

E’ questa l’avventura proibita dei probi che ci chiama a risponder presente quando meno te lo aspetti…

Starà quindi a Noi il compito di farci capire mettendo in campo coraggio ed empatia, ove se il primo è il padre la seconda è ovviamente la madre che ci suggerirà sorridendo (in modo quanto mai materno) di indossare i panni del romanziere in parte un po’ censore agendo con le sembianze del mai eccessivo ma sempre sopra un certo livello, elegante sì ma pur anco disinvolto, cortese ed al tempo stesso intraprendente…