reiterare la propria esistenza respirando le emozioni

Per celebrare il 90° del blog non potevo scegliere o meglio sperare in miglior occasione. Il numero 90 che dipinge nella smorfia la paura sarà oggi cancellato dalla festa e metterà da parte ogni possibile incomprensione e se vogliamo lascerà in disparte anche il palcoscenico stesso del web che ospiterà il tutto.

I regali contraddistinguono le feste ma sono anche le carezze di speranza che inviano i nostri cari sempre presenti, seppur assenti. Il soffio del loro affetto può aiutarci a spegnere ansie infuocate ed al tempo stesso scaldare cuori gelidi; quello stesso soffio che oggi acquieterà la gioiosa espressione di 18 candeline per farci riflettere un po’ sul se e sul come, sul dove e quando…

Una tappa importante a cui sia io che Te, caro Vincenzo, sappiamo chi vorrebbe partecipare…

Oggi, seppur io ami tanto scrivere ed in parte hai già avuto modo di leggermi, sono convinto di non riuscire in maniera perfetta ad esprimerti cosa vorrebbe dirti il grande Uomo che era Tuo padre…

Spero che qualcosa ti riesca a giungere lo stesso attraverso la Sua guida ispirante, quella che oggi, tra emozioni infinite mi sta dettando frasi e parole, sensazioni e momenti pregni di eternità sinestetica. E mi perdonino tua madre e chi ti ha seguito negli anni se ti mando un augurio così denso e carico, ma nel rispetto che anche loro hanno per Lui, sanno che il Suo sorriso magnetico, oggi, non avrebbe desiderato miglior opportunità per dimostrarti quanto ti amasse/ti ama!

Non voglio tediarti comunque ma solo augurarti buon compleanno in modo non banale, riservando a Te qualche ultimo consiglio di Vita da Adulti con la A maiuscola, che oggi ti accolgono nel loro magico club. E’ difficile conoscere con certezza quale sarebbe stato oggi il messaggio di auguri per Te del mio compianto zio modello ma provo a mediare attraverso il vivido ricordo dei bei momenti trascorsi assieme anche a Te piccolo monello al mare…

Non mi resta dunque che chiuder gli occhi e provare a rivedere riflesse in un caleidoscopio emozionale le foto di quei giorni felici e spensierati assieme, a cui nulla potrà dare un colpo di spugna e nessun ostacolo potrà farci perder di vista il traguardo di un nuovo e futuro abbraccio, un abbraccio augurale che oggi vorrei ricevere spiritualmente io da Tuo papà per potertelo poi ridare con tutta la materialità dei nostri giorni terreni, una materialità fatta in ogni caso di sentimento, un sentimento che possa sublimare le cose non dette e non fatte per mille motivi, ma che possa sintetizzarti ciò che Gianni oggi direbbe a me e a Te, caro maggiorenne, mentre sarai intento a scartare regalini e pacchetti…

Prova da oggi a vivere nel mondo dei grandi tenendo bene a mente un unico motto prima di ogni altro: la ricetta giusta in certune occasioni, o se preferisci spesse volte, prescinde dal perché e per come e trascende nell’atto fortemente trascinante del gesto ancora prima del pensiero, da cogliere e sposare come filosofia di vita quando è il cuore che detta legge e ci suggerisce con dolcezza di reiterare la propria esistenza respirando le emozioni

AuGuRi Caro Cugino!!!

il fuoco per avere coraggio ed il ghiaccio per esser lucidi

Quante volte ci fermiamo a riflettere magari senza soluzione di continuità? Gli archibugi concettuali dei pensieri sono un panegirico più dedalico di un labirinto. Ma per ovviare ad una labirintite scatenata dai patemi del pensiero ancorché dell’animo è utile fare un passo indietro e meditare. Ma come, mi direte, è l’esatto contrario del prologo attuale…e quindi? Quovadis?

La risposta potrebbe iniziare a fluire fuori dall’analisi del comportamento di alcune tribù dell’oriente che non considerano il tempo in modo rigido, stretto e razionale come noi e così la vita in assenza di un’apparente linearità dettata dal tempo stesso si ripropone si ciclicamente ma al contempo quasi magicamente. Ove però, la ciclicità è sinonimo di libertà e la routine diviene novità continua.

Una vita senza regole? No, le regole e norme della natura esistono ovviamente, pur tuttavia esse vanno vissute per quello che sono senza troppe elucubrazioni fini a se stesse. Anche perché il vissuto esperienziale di ognuno di Noi insegna che non necessariamente quello che è, è quello che appare e viceversa…

Spesso ci diamo colpe che non abbiamo e reagiamo chiudendoci ed osteggiando a spada tratta qualsiasi tipo di scelta e/o decisione presa da uno degli affetti a Noi più cari. Forse è proprio la nostra paura (magari inconscia) di esser in qualche modo in difetto verso l’altrui sfera sentimentale che ci porta nella deriva dell’anaffezione.

La mia sofrologica (ed eccolo il Daniele, ovviamente; nds) valutazione odierna sembrerebbe aprire le porte ad una sorta di storia con un po’ di zucchero a velo ma basata su fatti reali, ma vorrei lasciare a latere ciò e tornare invece a bomba sul core del mio scribacchiare cercando di giungere alla meta di tanto vagheggiare di considerazioni.

Chi l’ha detto (e soprattutto deciso) che la storia in coabitazione con le canoniche idee preconcette quantunque aprioristiche debbano sceglier per Noi? Cominciamo seppur con dolore interiore ad introiettare l’idea che un fenomeno astorico possa creare un humus ancor più dirompente di quello atteso in condizioni di supposta normalità. E già, la norma che così come le regole di cui sopra, esiste senza ombra di dubbio, ma ha i suoi spazi di congruità a prescindere dai nostri più intimi voleri.

E allora, per evitare di soccombere alle nostre stesse pulsioni, che le precipue architravi di rigida mentalità cercano di tenere a bada in uno stato liquefatto di più o meno forte, ma quasi per nulla reale segregazione, la scelta deve virare verso scenari molto lontani all’apparenza, ma tanto vicini se descritti con i dettami dettati dal cuore e scevri da qualsivoglia pregiudizio.

Dettami, regole, principi e norme che rompono gli steccati del silenzio dando libero sfogo a sorrisi fin li incatenati. Valutazioni, pensieri e ragionamenti liberi da qualsiasi arte elucubratoria. Leggi di vita spiegabili con la semplicità dei bimbi e con la naturalezza dei legami padre-figlia, figlia-padre o simili.

Solo così facendo, la sensazione che l’eternità ci appartenga può evolvere nella convinzione che la stessa ti stia ancestralmente osservando dall’alto: bisogna solo avere il fuoco per avere coraggio ed il ghiaccio per esser lucidi, ogni giorno…solo così, si darà connubio di consapevolezza a tale convinzione e la dea bendata metterà un anello al dito al talento liberandoci dallo status di ostaggi delle nostre stesse remore e prigionieri di una fantomatica sindrome di Stoccolma con le nostre ansie e paure…