convocati versus titolari: vademecum contro le “croste”

Davvero un’eternità è passata dalla mia ultima apparizione: un condensato di stress vari e arduo lavoro che ha messo a dura prova il mio fisico e la mia psiche. Anche la febbre ha fatto capolino, ma ora il “guerriero” che è in me sta provando a risalire la china.

Rincorrere la vita per colpa dell’altrui inefficienza è stato il tema degli ultimi giorni ma in realtà ha solo rinfrescato snodi ben presenti e ricorrenti della mia esistenza. E’ il destino dei cosiddetti #titolari che per ignoti (eufemismo, nds) motivi si trovano relegati da scelte scriteriate di terzi a ruolo di #convocati. E ciò succede in vari ambiti: dal lavoro alle donne, dallo sport allo studio, dalla politica agli svaghi…ed ancor più inintelligibile è la ricerca delle cause che portano i comprimari ad aver la possibilità di pontificare dalle assise del comando, sottraendo spazio e risucchiando indebite energie ai prim’attori. Discrasie, ignobili ma quanto mai frequenti anomalie del sistema, del mondo, della vita…

Ecco dunque che si entri in un vortice ed una spirale di chiare e vivide incomprensioni. Si vaga, si mormora, si rischia di soccombere…sembra sempre di esser alla ricerca di quel non-so-che! Estrapolando: la mia assenza è stata scandita qua e la da spot di fugaci note ispirative ma mancava sempre quel qualcosa. Un titolo oggi, la proposta di un altro domani eppure poi chissà…come mai…mah…

Finché più di qualsiasi altro evento od occasione, le note del solito Yann cercate ed anelate mi hanno riportato nell’orbita del risveglio e fatto risentire il fremito dell’emozionalità più pura che solo Lei sa darmi, con una penna, una tastiera o grazie ad un semplice pensiero…

E’ lì che è scritta l’essenza degli attimi sfuggenti che quasi fossimo in una partita contro Kasparov ti alternano bianco e nero in una successione mai succedanea ma al contempo indecifrabile. Ne nasce uno slalom continuo fra innumerevoli ipocrisie e frasi di circostanza, schermi e maschere che dovrebbero esser ormai demodè e depassè ma nella realtà esplicativa degli “incrostati” restano vessillo d’espressione.

Il punto è che non ci sono scacchiere o paletti da sci che tengano laddove la testa è salda! Possono sfiancarti i muscoli ma mai le idee e codesti “impostori” non potranno sempre vender l’immagine laddove venga richiesta sostanza. Certo la presunzione può portare ad annebbiarsi nell’inebriato ludibrio di varie tipologie di deliri di onnipotenza, quelli che puoi far crollare con un dito in un batti-baleno: serve solo un pizzico di sagacia e tenacia e magari un’unghia acuminata quel tanto che basta per raschiare da coltri di bugie e scuse puerili mantelle di idiozia.

Ma quale ricetta quovadis, alfa e omega del tutto?

Agire col sorriso che non ti fa perdere fermezza e con la fermezza non fatta solo di sorrisi…ma al tempo stesso mai dimenticare che la dittatura delle scelte del passato non debba restare e permanere sinossi delle azioni presenti!

quando il casuale diviene sistematico

Ci sono giornate come quelle che sto vivendo negli ultimi giorni in cui l’umore si increspa prima di qualsivoglia evento atmosferico ed al di la di esso, ma la rabbia che pian piano monta va messa opportunamente a sistema per raggiungere l’oltre di cui bisogna esser orgogliosi!

E quindi il percorso seppur impervio diventa sempre più stimolante, la sfida diviene regola, il riscatto diktat succulento. E’ vero che all’ennesimo casuale che diviene sistematico avresti voluto mollare se non tutto molto, è vero che avresti “ucciso” anche per molto meno, è altrettanto vero che ti sembra sempre più di esser il pompiere che arriva all’incendio tardi e magari anche sbagliando il posto, ma ormai è una battaglia contro tutto e tutti e val bene una messa anche se non siamo a Parigi e non si vede l’ombra di alcun reale…

Certo fossi anziché un carneade, un Enrico con un anello tale da consentirmi di suggellare il tempo forse staremmo parlando di una storia diversa, ma siamo sicuri che sarebbe da pari?

Magari come sempre mi verrà in soccorso una Musa, quantomeno sulle pagine del mio blog ma fors’anco nella vita reale. Una Musa reale e principesca, Lei sì, tale da accattivare la scena con uno spirito allegro, ribaldo, dinamico, edonista ed anche un pizzico sfrontato: ecco sì, ci siamo quasi allora. Del resto, quando mi allontano da colei che fa pulsare la verve dei miei post, se ciò accade per un giorno me ne accorgo io, ma quando di giorni ne passano alcuni di più…se ne accorgono gli altri. Inesorabilmente.

Ed allora, quovadis? La genesi della mia nemesi dividerà come sempre la dottrina, purtuttavia guiderà fuori dalla nebbia omerica (e se vogliamo anche onirica) i pensieri ingrigiti di un grande sognatore (forse) ma dalla personalità abrasiva come non mai…

Il guanto è lanciato, il guado è iniziato: non ci resta che cogliere col doppio delle forze sinestetiche i rumors che ci attorniano, combattere con il triplo dei mezzi di cui disponiamo le varie vestali dell’idiozia per raggiungere così agendo, il quadruplo degli obiettivi che ci eravamo posti nel recente passato, al di la degli scranni dell’incompetenza!

I’m ready!