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L’emozione forte che ci fa battere il cuore

Molto tempo fa scrivevo un qualcosa che faceva più o meno così:

Capita ogni tanto che un istante vi catturi

La vita del resto è spacchettabile in tanti minuscoli istanti, lunghissimi nel proprio immaginario, laddove associabili ad un’emozione. L’emozione forte che ci fa battere il cuore e che mi ha ispirato quando dovevo scegliere il titolo di un mio romanzo (nel cassetto).

Capita poi che ti citino Rovereto, dove di recente sei stato e tu sorrida, come nei sorrisi nascosti applicabili a tutta l’era che speriamo ormai passata nonché al mio altro sogno-romanzo (nello scrigno dei miei desideri).

Desideri reconditi da sublimare nella musica magari oppure da vivere fino in fondo chissà…e se la musica restasse ingabbiata dalle note ci penserebbero sempre loro: le emozioni! Che tu potresti chiamare se vuoi o semplicemente vivere.

Ecco questa è la sintesi attraverso il mio personale flusso-di-coscienza del condensato unico che ho potuto vivere in quel di Venezia a margine del meraviglioso congresso nazionale della SISMED. E la musica della serata di gala (apprezzata da tutti, anche se un pochino di più dalle anime sensibili al fascino del leader della band) è stata solo l’epifenomeno di tutto il resto che con questo mio piccolo homenaje vorrei ora provare a farvi rivivere…

E come potrei non aprire gli omaggi con la “padrona” di casa: Luisa. Esemplare nel suo saper dominare le pressioni con la canonica grazia. Per capire quanto possa esser fulcro della propria famiglia basterebbe descrivere un episodio a latere dei ritmi congressuali: qualcuno della sua famiglia seduto di fronte a Lei, a tavola, nel pranzo pre-partenza era intento con la propria macchina fotografica professionale a fotografare ed io incuriosito da quella passione fantasticavo sul soggetto di cotale interesse: riverbero della luce sull’acqua o volo verso la libertà di qualche batter d’ali fugace? Ebbene: nulla di tutto ciò poiché in stile VAR mi si recapitava l’informazione veritiera e capivo che l’attenzione reale era non tanto sul panorama suggestivo ed incantevole che si poteva ammirare dal nostro hotel quanto su di Lei, fonte d’esempio e ispirazione. A prima vista il mio spirito attento (ma non troppo) non aveva colto tale sfumatura ed invece…

Grande Luisa, ancora grazie!

Accennavo poco fa al capo-band della That’s Amore Swing Orchestra. Nella SISMED che da ieri vorrei chiamare FAMIGLIA non avendolo ancora ben fatto in modo così esplicito fino ad oggi, di capi orchestra io ne vedo molti, ciascuno nella propria specificità di ruolo, indole e doti caratteriali.

Partirei dal primo e sempiterno “presidente” Gabriele che definirei se mi chiedessero di dare un commento flash anche santo se avessi la certezza di non “far cadere nelle gelosie” qualcuno che veglia da anni sul santuario di Teramo. A Venezia ho avuto la possibilità di qualche giorno in più di condivisione e ho capito che Lui sia un fratello maggiore, paterno, su cui poter contare sempre anche nelle decisioni non professionali semmai. Beh…sorridendo (nuovamente) credo che lo terrò a mente, ad ogni buon conto…

E poi passerei ad Elio ancor prima che all’attuale Presidente, pena la mia cancellazione subitanea dagli organi direttivi…ci scherzo su ma cito il filosofo di Berghem alta poiché è stato il primo a dirmi: Vieni in SISMED! E mi regala sempre perle anche nelle dinamiche da Casa Vianello che mette su per teatralità e per fare autoironia del suo bel rapporto con la moglie; lei posso definirla santa senza disturbare alcuno e ci sta direi, caro Elio!

Veniamo a Giancarlo, che scomodandosi nel telefonarmi, mi fece sentire la vicinanza del gruppo in una fase difficile dal punto di vista dei carichi di lavoro professionali e delle sensazioni di scarso risultato nel breve-medio termine. Anche a lui non posso che ribadire il mio grazie infinito.

Tornerei adesso un attimo indietro e dalla famiglia allargata mi (ri)approccerei alla “ristretta” cerchia, alias omaggerei anche il dietro le quinte che non può che iniziare, consentitemelo, coi figli di L.G. (che sono anche le mie iniziali, ohibò). Spiriti molto diversi. Età variegate. Ma un unico marchio di fabbrica: educazione da libro e passione infinita per le cose della vita. Continuate a cercare che troverete il giusto modo di veicolare i vostri sogni proponendoli ai vostri splendidi genitori che potranno a quel punto solo annuire!! A presto carissimi: Benedetta, Emanuele e Giulio/Claudio (non ho capito quale sia il primo nome ahahaha).

E se abbiamo citato il dietro le quinte potrei mai non dire grazie alla precisione fatta persona ovverosia Tiziana?! Senza dimenticare anche chi come Anna stavolta dismettendo i panni da organizer stava curando ben altri tesori di famiglia.

Eh già, famiglia sempre e comunque. Oggi più di ieri e meno di domani.

Il domani che verrà e ci vedrà di nuovo Tutti assieme e pronti a fare anche meglio:

  • i “sabaudi reali” sempre regali nella loro eleganza, Bruno e moglie
  • i “divulgatori di classe”, Adele e marito
  • il calore meridionale di Alessandro, Matteo, Beppe & Co.
  • Nicola il “fotografo” che vorresti avere accanto nelle difficoltà per zoomare con la sua sobrietà ed immensa preparazione la giusta via d’uscita e Lara emblema di dolcezza infinita che non la pone mai fuori posto; i due, con me, hanno dato vita al “Trio delle Passioni Giovani”
  • Arivamo (rigorosamente con una erre!) poi al gruppo florido dei provenienti dalla mia città natale
  • Al fiume in piena in termini di idee ovverosia il prof (ovviamente con famigghia al seguito)
  • E a tutti gli altri che il mio Alzheimer ora mi fa non ricordare nello specifico

E dopo il primo vagito (per me almeno) veneziano il grazie arrivi a Tutti Voi con una mia ultima umile considerazione applicabile a vari contesti della vita:

Non sappiamo mai quale sia il giusto cibo per i nostri sentimenti e cosa faccia funzionare i rapporti: tuttavia, l’unica cosa che possiamo fare è tenere in parte aperto il nostro cuore e ascoltarci avendo pazienza!