decisivo per gli uomini decisivi con una personalità fuori dai ranghi

Partiremo stasera, sovvertendo gli schemi noti e consolidati, da un quovadis provocatorio: può una stupida-astuzia aver poco della vanità e moltissimo della genialità? Il finale della storia che fra poche ore potrei starvi a raccontare sembrerebbe risuonare frastornante proprio così…

Ecco allora che, partendo da una simile iconoclastica caducità delle nostre certezze, si possa sovvertire il mondo fin li rappresentato e schernire anche gli astanti che mai avrebbero ipotizzato che la “stupidità” potesse condurre a successi ed al contempo l’intelligenza produrre atti di stupidità. Ma è proprio il farsi beffe dell’intelligenza assumendo stupide sembianze la chiave di volta e stavolta ho deciso di indossarla anch’io contrastando e ripagando in tal modo con la loro stessa moneta gli odierni Pirro dei miei rapporti lavorativi.

Questa apparente (sovra descritta) commedia dell’assurdo ci ricorda quanto la vita sia mimetica, a tratti mobile se non anche sfuggente e non esistono mai vere verità assolute. Forse perché la verità ha la capacità di indossare un unico vestito alla volta e sa percorrere una sola via, mentre la realtà conosce ed indossa più abiti in contemporanea e riesce a muoversi con abilità fra dedali di viuzze.

Ma torniamo al contrasto degli imprenditori della paura descrivendo un viaggio o meglio ancora il viaggio che sfogliato pagina dopo pagina ci racconta come tornare ad esser padrone assoluto dei tuoi spazi; dei miei spazi…

E sarà un viaggio contraddistinto dalla sobrietà, colei che spesso si pretende per poi cader vittima della non reciprocità. Ma per addormentare la diffidenza e disarmare l’arroganza di chi pretende e mai dà, con il mio laboratorio mentale sono giunto finalmente all’anabasi: stavate “oltraggiando” il mio corpo, ma mai annoierete la mia mente!

E’ vero, a volte bisogna dire di no anche se converrebbe il sì. Un no che a buon bisogno sembra una sconfitta ma la realtà (forse) è diversa…e pur essendo abominevole e ripudiabile quella scelta che profuma di futuro sembra al contempo e per assurdo l’unico metodo in possesso dei parametri e delle credenziali atti a traghettare nella modernità. Semplificazione intellettuale? Forse…io preferisco pensare sia un’osservazione schietta e senza filtri aprioristici.

Ed ai benpensanti accomodanti rispondo col realismo di chi ritiene un valore il definire i fatti e le cose col loro nome anche se a scapito del consenso di qualche sensibilità così urtata…meglio così che far soccombere i migliori! Fidatevi!

E domani in quel viaggio mi porterò le carte della semplicità che mi hanno illustrato sin da bimbo i miei genitori: gli autentici miei assi nella manica. Nella mano destra sentirò pertanto il calore della mano di mamma e nell’altra quella di papà: coloro che soddisfano oggi come ieri tutti i requisiti grammaticali della grandezza assoluta di quella mia mente non pigra…

Una mente da loro, per l’appunto, donatami e desiderosa di tornare ad esser decisiva per gli uomini decisivi con una personalità fuori dai ranghi!

 

Per tornare ad emozionarsi emozionando

Da che punto iniziare questo mio ennesimo stream of consciousness? Non è facile, giuro. In tanti spesso mi dicono di esser un apprezzabile comunicatore ed invece negli ultimi giorni c’è chi mi ha fatto notare inesorabili crepe nel mio modo di essere ed esprimermi.

Vi chiederete: ma ti fai in maniera così linda una campagna pubblicitaria contraria? In realtà, chi ben mi conosce sa che reputo sacri i valori dell’onestà intellettuale e della sincerità. Sincerità che dobbiamo avere prima di tutto con noi stessi e verso noi stessi.

Quella sincerità che può far male ma della quale non si può fare a meno. Io stesso negli ultimi giorni mio malgrado ne sono stato “vittima” inconsapevole ma mai mi scaglierò contro essa e soprattutto contro chi con onestà ha comunque deciso. Potrebbe ripensarci direbbe il mio alter ego Mr. Lord Hopefullness ma ora voglio provare a derubricare questo evento fortemente condizionante il mio stato d’animo in questi ultimi giorni, lasciarlo lì solo soletto in un angolo per dare spazio invece al racconto di una giornata da me sognata da tempo e ieri realizzatasi.

Forse è la legge della natura: laddove si crea un vuoto, esso prima o poi viene colmato, magari non si troverà mai la metà giusta per sostituirlo degnamente, ma non voglio di nuovo perdermi in panegirici e ghirigori né tantomeno scomodare il signor Platone. Meglio tornare al Lord Hopefullness…

Ieri 17.11.2012 le porte della politica attiva hanno accolto Luigi e tanti altri professionisti, uomini e donne volenterose ed amanti del nostro bel Paese.

Ieri si sono rivisti timidi sorrisi sui volti di tanti italiani.

Ieri chi era presente può quantomeno affermare di aver sentito tiepidi brividi che lo hanno risvegliato da un consolidato torpore.

Ieri, ad un anno ed un giorno dalla discesa in campo di Monti, c’è stata la salita di toni ed orgogli ormai sopiti.

Ieri ho potuto condividere con mio padre una serie di emozioni bellissime a margine di quello che le pagine dei quotidiani, oggi, dipingono a tinte varie e variegate, ognuna con il suo precipuo spirito e la propria specifica sensibilità, come l’evento politico di Montezemolo ed i suoi amici.

In realtà, le luci della ribalta non dovrebbero essere per colui che comunque reputo una persona stimabilissima, ma piuttosto, e lo stesso Luca la pensa così, per la sua squadra allargata, fatta di gente comune che ha come unico e profondo punto di contatto l’amore per l’Italia.

Un amore che quando risvegliato ci fa gioire ed emozionare.

Emozione: è questa la parola che fa da collante alla giornata di ieri ed è questo il leit motiv che spero ci guidi da oggi in avanti nelle nostre azioni coscienziose. Gesti ed atti che possano ridar dignità al “vecchio stivale” e le sue isole.

Ma è ora d’agire. Mai come ora, una frase di vetusta memoria sarebbe d’attualità seppur con sfaccettature ed implicazioni diverse. Ma non voglio ora tediarvi troppo ne dilungarmi e poi io non sono Giuseppe né Voi Nino e quindi torno nei ranghi per mettermi all’opera seriamente perché altrimenti la manifestazione di ieri rimarrà solo una mera opera teatrale, vista la cornice degli storici studi De Paolis in cui si è svolta.

Ed invece, l’unico flash cinematografico che voglio custodire dentro di me di qui in avanti e che spero mi guidi in maniera retta verso obiettivi comuni di rinascita più che personali, è l’immagine di mio papà, più in cima citato, che durante il discorso di Montezemolo, si è emozionato piangendo. Erano le lacrime del mio babbo sì, ma erano quelle di un paese intero che ne ha viste di cotte e di crude ma vuole profondamente riscattarsi e soprattutto sa ancora emozionarsi emozionando.

Grazie papà!

Grazie cara Italia!