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le suggestioni marmoree della vita

L’anno scorso, e per chi mi segue sul blog non sarà difficile ricordarlo, celebrai una data mondiale di Luglio e pennellai un cammeo ad una grande Famiglia, quale la mia.

Oggi, a poche ore da un’altra data Mundial, vorrei elargire un cammeo ad un’altra grande Famiglia Campione del Mondo. Nel DNA della stessa il Mondiale è presente dalla sua nascita ed i geni del calcio ben si assortiscono tra i componenti…

Magari non conoscono troppo il SoMMo ed il suo stile “pazzoide” (se vogliamo) ma fortemente empatico e pertanto, di getto stamattina mi sono detto: “Ho voglia di salutare come si deve i genitori di una #bimbavivace che tanto sa darmi anche laddove non presente!”

Per dirla tutta, forse, oltreché salutare dovrei anche aggiungere ringraziare ma la speranza è che i ringraziamenti avvengano de visu. Del resto, le emozioni le possiamo esprimere in una svariata miriade di modalità: a ciascuno le sue, per ogni occasione le più appropriate e sempre, al di la di tutto, con un’enfasi nuova e virgulta, mai banale né tanto meno fragile. Ecco perchè, spesso, abbondo nel mio voler comunicare, trasmettere, incontrare: è l’essenza di ciò che scorre nelle mie vene e mi stimola sempre a nuovi traguardi da cercare, imprese da provare (Try, caro SoMMo… ViviLaVida senza remore nè eccessive paure direbbe la mia Musa ispiratrice). Ovvio che un cammeo, vada anche a Lei in questa grigia domenica che solo una colazione coi fiocchi poteva “magicare”. Eppure, il segnale è poi giunto come sempre con inspiegabile precisione chirurgica, con quell’abilità che solo taluni chirurghi hanno, magari specie se della sfera cardio, del cuore. Ed un altrettanto fugace ma intenso cammeo oggi se lo prenderà anche la cardiochirurgia…

In tanti, adesso, si staranno dicendo ma cosa si è bevuto/fumato il SoMMo stamattina? Nada de nada direi, cammeo al Brasile che ci ha ospitato vista l’atmosfera mundial… ma cerchiamo di non perderci e di giungere anche oggi al quo vadis, al messaggio da mandare pronto per le rotatrici, senza cercar di esser troppo pressante (seppur di presse si parli, nds) ma al tempo stesso, non fuggendo via nelle lande dell’incomunicabilità.

In fondo, basta poco (forse) o tanto (fate vobis) per suggestionarsi: a me capita sempre più spesso che sia così ma le leggi della vita e della natura non le puoi arrestare nè fermare ed alla fin della fiera ti dipanano loro la matassa e fanno nascere ciò che era giusto fosse. Un po’ come una Famiglia che sboccia in una magica serata mondiale e dà vita ad una tigre dagli occhioni dolci che solo accanto al babbo e alla mamma può recuperare lo sbrilluccichio sinestetico dei suoi occhi che fa parte di Lei e la rende unica ed inimitabile.

Ecco, sono queste cari Amici, le suggestioni marmoree della vita e chi meglio meglio della Famiglia Mundial poteva ricordarmelo oggi…

Un caro abbraccio e saluto dal SoMMo!

Tu chiamale se vuoi…idealizzazioni!

La psiche ed il suo fascino. La nostra mente e le sue pesanti ed ingarbugliate dinamiche. Architravi concettuali che sorreggono pesi inimmaginabili ed ai limiti di quanto la fisica potrebbe anche solo ipotizzare.

Del resto, cosa ci differenzia dagli altri esseri animali se non l’intelletto? Ed è tacito che il termine sia da interpretare nel senso più amplio possibile. In ogni caso, sono giorni in cui rifletto sul fatto che nulla si crea né si distrugge (eccolo di nuovo con la fisica, direte…) se non a partire dalla nostra materia grigia. E gli archibugi tenebrosi del nostro pensiero si arrovellano spesso per incapacità meccanicistica e se volete anche sofrologica (cammeo al buon Daniele) di intellegere oltre la semplice apparenza, il sottile involucro della sostanza.

Ma allora quo vadis? O se preferite: cosa fare?

Utile è di sicuro un atteggiamento critico della stocastica che Tutti Noi perseguita senza apparenti regole scritte. Ma del resto è proprio essa stessa l’alfa e l’omega della vita e cercare di “imbuttunarla” (come direbbe il mio caro amico “Fonda”) è da pazzi. Pazzia che forse spesso condisce pure Ella i sentieri delle nostre scelte, rendendole al tempo stesso vivide e reali e facendocele piacere ed assaporare fino in fondo in modo sinestetico. Ma perché sinestesia vi sia è lapalissiano che debbano agire per Noi e dentro di Noi innumerevoli e concomitanti idealizzazioni, che come in un meccano sincronizzato e consequenziale vadano ad irrompere e rompere, ovvero bucare! Bucar la mente ed il cervello, i protagonisti da oscar (cammeo ai recenti titoli conseguiti dagli italiani…) della serata odierna, ove tra un impiattamento ed uno sfottò la riflessione è giunta fin qui sul blog per il mio ennesimo stream of consciousness.

Ma allora tornando indietro al titolo, i più mi diranno: “C’è un errore caro SoMMo…”, ed invece…”invece no” si direbbe mediando un altro testo musicale, perché il fulcro della trattazione sta proprio in quelle che tutti conosciamo come idealizzazioni. Attività che siamo portati a fare di frequente generando al tempo stesso forti emozioni (eccola la parola che fa il paio nel titolo di Battisti…) ma anche inesorabili mostri droganti le nostre inconscie pulsioni. Siamo Noi infatti a creare miti e poi in un batti-baleno distruggerli, siamo Noi ad idealizzare situazioni, luoghi e persone e quindi il conoscere può farci riflettere anche in territori incongrui/impropri come sono quelli dell’inconscio. Una ricetta assoluta ovviamente non c’è, ma nulla piace di più e soddisfa in egual misura la nostra mente quanto l’idealizzata commistione di sensi che è propria delle nostre più profonde e costanti elucubrazioni del pensiero. Siamo quindi solo Noi i “colpevoli” ed al contempo i “risolutori”. E quando un “mostro” incomprensibile ci attanaglia e del nostro sentire si impossessa non resta che lasciarsi andare dopo aver inserito in un angolo recondito della nostra coscienza, quasi fosse una protezione antivirus da mega-server, il backup delle esperienze andate. Solo così si può sopravvivere e capire con certezza quando l’idealizzazione è la vera via maestra perché la realtà la supera e sublima.

E quindi, coraggio cari Amici, il dee-jay che è in Noi è ora pronto: “Tu chiamale se vuoi…idealizzazioni!”