si riparte dal…qualunquismo

Riflettevo stamani su un fatto: il qualunquismo è dietro l’angolo e penetra nei pori della nostra pelle quando meno te lo aspetti.

Anche io potrò esser tacciato di esser tale, un qualunquista, verrò annoverato tra i tanti chiacchieroni inconcludenti della nostra Italietta, termine dispregiativo ormai a dismisura usato specie dai “cugini”, si fa per dire, di d’oltralpe; eppure, il “tizio” vestito di bianco ma con le mani rigorosamente sporche c’è, è in mezzo a noi da generazioni, conosciuto per lo più con lo pseudonimo di jè-m’en-foutiste che ai parenti napoletani potrebbe suonare come…io me ne fotto!

Appunto. Qualunquista e qualunquismo fin nel midollo, dall’estremo Nord al Sud, senza soluzione di continuità. Al tempo stesso, asettico nella veste bianca e untore in pieno stile manzoniano (così tra le altre cose, non se ne hanno a male neanche nella mia città d’adozione perché non li cito) mediante le proprie mani, quelle stesse mani al centro dei discorsi di anni e anni…ed anche lì aggettivate: anche se erano “pulite” e non sporche! Ma di tangentopoli già vi parlai e argomentai sul mio blog, anzi ad onor del vero fu proprio il mio ultimo componimento. Poi il vuoto o il…qualunquismo, se preferite. Solo chiacchiere e…distintivo? No, magari quello no. Del detective ho solo baffetti e barbetta pungente incolta, altri segni non pervennero (quantomeno per ora…) alle cronache. Di certo, riparto da dove avevo terminato e stavolta la speranza è che non rimanga un’ennesima opera incompiuta. Se davvero ho voglia di riemergere fuori dagli abissi di giri di parole inutili devo tirar fuori i fatti. <<Fatti non pugnette>> direbbero le magliettine estive (ed ora che ci si avvicina alla bella stagione il pensiero non può che non andarci) che spopolano sulle spiagge di tutta Italia.

Un’impresa di sicuro non facile ma non così ardua se ad animarmi sarà la forza della passione che se voglio, posso e riesco a mettere nelle cose che faccio. Volere è potere diceva sul finire dell’800 il britannico Smiles e auguriamoci che il suo cognome sia foriero di tante belle soddisfazioni e faccia ri-sorridere non soltanto me ma tanti Italiani con la I maiuscola scevri e lontani da logiche e dinamiche qualunquiste.

A domani sera Cari Amici!

Un pensiero su “si riparte dal…qualunquismo

  1. Luigi, sono anni che dico le stesse cose. Purtroppo da sempre è in uso di non rispondere con tesi a favore o contro opinioni. Purtroppo non è colpa dell’Italia ma di quello che si definisce Italiano medio. Non vuole affrontare lo sforzo di capire quello che veramente succede (ossia il perchè ci troviamo sempre allo stesso punto) e di conseguenza abbocca all’amo di quello che consiglia di volta in volta la soluzione più sbrigativa. Alziamo le spalle con fare furbesco di quello che ne sa più degli altri e ci dice di non votare perchè tanto sono tutti uguali. E’ successo prima del fascismo, dopo la costituente, dopo la Democrazia Cristiana, dopo il rampismo craxista, dopo il berlusconismo. C’è sempre stato un guru che ha lanciato un nuovo slogan. Tra tanti mi rimane alla mente Craxi che per contrastare un referendum a favore della contingenza invitava ad andare al mare anzichè andare a votare contro l’alienazione di un sacrosanto diritto. Poi fu tutto un susseguirsi di guitti che ben sdraiati su salotti appositamente allestiti a confermare questo menefreghismo dimenticandosi passati da ed pci, ex psi, ex nar, ex primalinea, ex potere operaio, (leggi liguori, ferrara, mughini, sansinetti, adornato e l’altro di cui non ricordi il nome che ex pci oggi fa lo psicologo a reti unificate vestito da prete). La domanda è la stessa che si faceva Silone in Fonteamara “Che fare”. Dopo l’avvento da Drive-in ad Amici (lavaggio del cervello scentificamente portato casa per casa) è oggi quasi impossibile. Solo i giovani possono cambiare questo stato di cose rimboccandosi le maniche ed usando tutti i nuovi mezzi a disposizione per ridare nuovi valori condivisi e battersi, porta a porta se necessario, per farli conoscere agli altri e creare una nuova Generazione. Non sarà la scuola a farlo di questo puoi esserne certo. Criticare chi sta al governo è puerile perchè ci si dimentica che, anche con l’astensionismo, l’abbiamo scelto noi. Se non si esce da questa spirale non cambierà niente.
    Nelle scelte, indipendentemente da tutto, si deve scegliere esclusivamente il rigore morale e l’onestà delle persone da eleggere andando a sentire e vedere quello che fanno le persone e non leggendo quello che di loro si dice. Io lo spero ancora ed aiuto tutti quelli che in politica hanno queste qualita indipendentemente dalla loro appartenenza politica.

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