sofrologia

il gemello buono

È una narrazione che prende. Cattura i palati sin anco più fini. Questo personaggio misterioso di cui nel libro si legge ha qualcosa di familiare e per i non si sa mai della vita ho avuto la fortuna di imbattermi in tale racconto.

Il LA, del resto, era stato apotropaico: il motivo dei Cold Play che per me è un must da anni.

Non ero assolutamente attrezzato contro lo stupore! A chiacchiere dimostravo padronanza e superiorità; per i più anche (forse) arroganza.

Lessi anni fa che l’allenatore del Nottingham, che come cita Andrew la volpe, ha vinto più Champions della Juve affermò:

“Roma non è stata costrutita in un giorno ma solo perché io non seguivo il progetto…”

Una frase non mia nella dizione originale ma sartoriale rispetto alla convinzione che metta nelle fasi di Up della mia vita. Le fasi che la mia compagna definisce del “gemello buono”…

Di frasi non mie ma che si calerebbero a pennello come un tight sulla mia personalità né sono piene letteratura e storia e nei miei deliri alla Joyce prima o poi mi capiterà anche di dire: “Vorrei tanto produrre più storia di quanta possa contenerne la mia libreria della villa al mare…”

Fantasia senz’altro poiché chi mi conosce sa bene che non mi possa permettere simili “orpelli”.

Sono un meccanicista spinto nelle esteriorità, ma come il tipo di questo libro che mi aveva letteralmente scelto, sento che la vita sia fatta della stessa materia di cui sono fatti i sogni.

Lui da queste prime pagine, sembra lottare per un qualcosa di etereo che sta dietro, non si mostra, non si vede. Un qualcosa che pur tuttavia regge tutto. Sta scappando dal dolore e dalla malinconia del passato. Sul tavolo da gioco con un empathos alla Hornby è uscita la combinazione vincente di dadi, quella che ha chiuso con la cera lacca la busta dei ricordi tristi che loro peso ti stavano portando giù. Ora invece, sta affermandosi il peso di una storia che si capovolge. Di un cammino che riparte quando tutto sembrava spezzato sul più bello.

È stato più un girone dantesco che un lustro di eventi ma solo una simile scelta poteva portare questo mio gemello a riemergere: bisogna sempre fare le cose che rivelino il tuo cuore, la tua autenticità, la tua spontanea ed intima indole!

Allora è vero che ci sia qualcosa di più importante della logica. Allora è vero che solo la maschera esteriore ci comunichi distacco e freddezza. E se vale per Lui lo è anche per me.

Vittime del personaggio. Personaggi vittima di se stessi, delle proprie manie, dei propri vizi, dei propri limiti.

L’immaginazione ha voluto calare l’asso sul tavolo da gioco in cui incastonati in una foto in bianco-e-nero rimanevano l’alter-ego ed i suoi freni.

Ecco perché adesso Lui abbia deciso di ridare un angolo d’abbrivio alla propria rotta. È questo il potere della mente di definire un’idea e così dar forma ad un incantesimo.

Più volte avevano provato a leggergli la mano, ma tutti, nessuno escluso, avevano trovato il pugno chiuso!
Il pugno era il simbolo della sua chiusura al mondo poiché le Waterloo della vita di coppia e/o della vita in genere lo avevano profondamente segnato e lo stavano annientando quasi irrimediabilmente.

Lui, grande estimatore del maestro Conte (non l’allenatore stavolta, nds) aveva spesso scherzato con gli amici circa la sua “riservatezza”. Lui manifestava all’esterno solo un sunto del suo essere proprio come la lucertola fosse riassunto del coccodrillo ed il tango della vita…

Purtroppo cotale sintesi non era spesso foriera di bei messaggi e gli aveva causato molte discussioni atque incomprensioni oltreché dolore, recriminazioni, “insulti”: come nella vera e storica Waterloo.

Occorreva però che ci fosse una nemesi contenutistica fra città in competizione che sarebbe scaturita fra quella ben nota (ahi lui) a Napoleone ed una ideale e magari solo frutto della fantasia.

L’immaginazione che, per Hitchcock, da sempre batteva la logica aveva messo il nome di quella città dei sogni sulla mappa del mondo…

Un mondo che andava vissuto con enfasi e grinta e non rintanato in sé e per sé. Nessun egoismo. Nessun personalismo fine a se stesso. E nella miriade di personaggi piuttosto anonimi che il mondo regalava/regala una pulsione interiore gli disse:

“Distinguiti!”

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