Alea iacta est…sottotitolo: il piacere del coraggio che teme!

Settimana intensa, dura, caotica. E sai qual è la novità, mi direte. Eppure qualcosa c’è…

Proviamo ad andare per gradi cercando di trovarla assieme, a buon bisogno, la chiave di volta.

Spesso mi avrete sentito parlare di decisori avulsi dal concetto di decision making che danno vita alla fiera del “decido-di-non-decidere”. Sembrerebbe una categoria di reietti irraggiungibili ed invece scavando bene si può trovare di peggio…mi riferisco agli “architetti dei progetti sospesi” : nella misura in cui rimangono insoluti mi chiederete? Anche, magari…ma la sfumatura è ancor più ricca se vogliamo perché consta di iniziative guidate dalla supponenza dell’insulso che consiglia costruzioni prive di fondamenta e/o fondamento ed è quindi fondamentale starne alla larga, se possibile. Ma, ed ecco il ma…non sempre ci è dato poterci allontanare senza subire danno alcuno; quasi sempre le malefatte di questi “fans del malcostume” si ripercuotono su ignari o impotenti loro collaboratori, che a fronte di simili cineserie, non possono far altro che mandare giù bocconi amari e magari provare a rattoppare, ciò che un rammendo da solo non può. Ecco che tolte tutte le possibili tare, al netto era da preferirsi la categoria di coloro che decidono di non decidere: il che è tutto dire. L’ardire dei secondi, del resto, sta nella loro presunta scaltrezza, nel muoversi come sopra descritto; ma le furbate da quartierino sono figlie di gente tutta chiacchiere, magari senza neppure un distintivo. Che detto in termini diversi, senza scomodare Al Pacino, porrebbe la quadra di tutto negli sguardi amimici ed a-carismatici di siffatti loschi operanti…del resto, perché risolvere con linearità e raziocinio? Molto più comodo celarsi dietro apparenze e sepolcri imbiancati, molto più confortevole spazzare via i problemi ponendo, “saggiamente”, la polvere sotto lo zerbino. Ma ahimè l’unico zerbino che poi torna protagonista, quando la situazione ed il comando delle operazioni viene assunto da altri generali, è quello che ha le fattezze e sembianze degli architetti di cui sopra.

Quindi, per stasera il #quovadis, è già stato svelato? Il dado è tratto oppure lo sventurato Giulio Cesare di turno deve ancora pedalare? (cammeo al recente Giro d’Italia conclusosi, nds)

A prima vista o svista, decidete voi, apparirebbero tinte tenui ma chiare e la tela sarebbe stata quindi dipanata. Tuttavia, i generali cui si faceva riferimento poc’anzi, debbono avere il loro esercito altrimenti risultano dei moderni Don Chisciotte, magari anche meno faceti e più depressi. Risulta pertanto molto lapalisse-mode che i colori siano un po’ meno chiari, più tendenti ai grigi della James e per di più non così netti nel tratto. Tratto che richiama quindi il dado in un connubio quasi indissolubile pena una maledizione degna di quella di Bela Guttmann.

Ed allora, che fare? Col dado potremmo tentare un lancio e ritrovarci quel che ci viene con un’estrinsecazione fin troppo semplice e semplicistica del concetto-gesto insito nella formulazione. Ma del resto, se la somma fa il totale…

Il punto è, che a far l’avvocato del diavolo, primo non si rimane disoccupati (battutaccia da sobborgo di Manhattan e cammeo a chi sa…) ed in secundis, si valorizza il ruolo del Fato, del Destino e dei Numeri, in una maniera tale da far rabbrividire anche il povero Fibonacci.

E quindi, chiosando sul serio, la pietra angolare sta nell’inspiegabile e sensazionale imprevedibilità dei fatti e delle persone, quegli elementi cardine che ti fanno amare la vita ed assaporare il piacere del coraggio che teme, quel solo ed unico coraggio che può vincere su tutto e tutti sfoggiando alla fin della fiera il suo magnetico sorriso nascosto!

Andiamo pertanto a nanna, non senza aver donato prima un ultimo cammeo a chi cerca nella bicicletta (come quelli del Giro) la via e/o fuga o ancor meglio la via di fuga, giusta, dai timori della vita; quelli che il coraggio di poco fa, può e deve affrontare; gli stessi che lo porteranno a ri-gustarsi patemi e batticuori scacciando però alla fine angosce e dissapori, con un solare colpo di spugna in riva al mare…

Buonanotte…

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