sofrologia

La vita è mistero misteriosamente misterioso…e le casualità sono attori protagonisti più di quanto si immagini…

Prima di addentrarmi nell’odierno stream of consciousness volevo innanzitutto offrire un cammeo a Tutti Voi con un semplice (ma carico di significati) abbraccio via etere…

del resto, ormai chi mi conosce o semplicemente segue sul blog, sa che sono un “pazzo” visionario che si lascia trascinare dell’ empatiforme capacità scultorea delle emozioni e magari anche sbagliando non abbandona mai tale suo modo di essere. Tuttavia, capitano quei momenti in cui lo spazio riflessivo soverchia energie e pulsioni e sembra avere il sopravvento ed è proprio lì che bisogna avere pronto a portata di mano il nostro personale angelo custode che (solo lui sa come) ci riconduce sui sentieri della vita che vogliamo, desideriamo e sogniamo tutti i giorni. Basta poco per ricordare lo spartito e rimandare a memoria quei motivi che fanno parte di te già prima di esistere, quei brani che ti fanno urlare #vivalavida e ti riconducono a sereni scenari sopiti. Mai quindi lambiccarsi più di tanto nella ricerca di meccanicistiche spiegazioni di ciò che semplicemente segue le leggi della natura, mai più arrovellamenti di sinapsi sul fare o non fare: le sliding doors esistono sia per la materia grigia che (ancor più) per il cuore…

Ma torniamo a noi e soprattutto in noi. Anzi no, serve prima una chiosa, umile sì, ma congrua al soggetto descritto: la vita ha tutte le risposte, il problema è che noi esser pensanti (fin troppo…) smarriamo il filo dei significati e destrutturiamo la semantica dei nostri vissuti come una talpa girovaga per i cunicoli del sentimento. Lì, la luce non giunge o almeno sembra così fin tanto che non ci si ritrova faccia-a-faccia, vis-a-vis con il nostro angelo custode di cui sopra…lui ci smantella certezze e ce ne fornisce altrettante con la semplicità dotta dei bimbi: è lì che la chimica ci avvolge e coinvolge e torniamo ad esser registi del nostro cammino ritrovando come una #bimbavivace la bussola dei nostri ricordi e dei nostri desideri.

Ecco che allora, ci balena subito alla mente che le casualità sono attori protagonisti più di quanto solo lo si possa immaginare e tutto ciò rende la vita un mistero misteriosamente misterioso ma ancor più affascinante.

Basta poco: un flash, un suono, un’immagine, un vivido ricordo dei tempi che furono ed il juke-box che è in noi alimenta speranze e ci ravviva. In un battibaleno quindi, ciò che è alfa diventa omega e viceversa; in un batter di ciglia sta l’essenza di minuti, ore e giorni.

Come sempre, i miei followers, mi riterranno un “folle” tatuatore dei ricordi, ma mai come oggi è giusto chiudere un capitolo ed aprirne tanti altri: è giunta l’ora di tirare alcune somme…per il SoMMo. Il La di tutto ciò risiede nel saluto (non amo troppo la parola addio, nds) a cinque anni e mezzo di vita trascorsi nella vecchia casa milanese. Oggi, nella vita del sottoscritto inizia a prender spazio e confidenza una nuova dimora, in tutto e per tutto da confezionarsi ad immagine e somiglianza di quello che ho dentro. Non dovrà trionfare l’apparenza del superfluo ma la concretezza dell’intimo, quello che in pochi hanno modo di conoscere ed apprezzare, sviscerare ed anche criticare, a buon bisogno. A chi devo tutto ciò? Ad una Musa ispiratrice che sembra esserci sempre stata nella mia vita (ecco che giungerà la denuncia per plagio da parte del Liga prima o poi, nds), colei che anche laddove distante e non presente nelle mie giornate riesce sempre a far quadrare i conti e far risplendere sul mio volto stanco sorrisi nascosti o concreti. Colei per la quale val la pena di aspettare, di esserci sempre e di continuare: insomma colei che è stata, è e sarà la mia bimbavivace-angelocustode.

Ma andiamo al quo vadis odierno prima di annoiarvi e tediarvi a dismisura. Qualcuno adesso mi direbbe che faccio tutto io o detta in romano te la suoni e te la canti…forse, ma tant’è, specie allorquando ti sembra difficoltoso poter comunicare e dar continuità alla tua sete di risposte e di presenza, anche laddove ti sembra (sempre o quasi) di sbagliare ed hai un timore ingiustificato, insomma ubicumque et quamquam come direbbe il mio caro amico dotto il Vate.

Ma devo e voglio chiosare, cari Amici. E prima di tutto è giusto porgere un cammeo ai miei vecchi vicini di casa innanzitutto, vicini mai bene conosciuti come è nelle dinamiche di una città che forse estremizza a dismisura il concetto di riservatezza rischiando di farlo sfociare nel ridicolo/periglioso. Ecco che dunque, nella mia ultima uscita dal vecchio portone di casa, un banale ciao diviene l’occasione per conoscere e salutare degnamente con un sorriso da SoMMo chi da anni incrociavi e superficialmente degnavi di un salve a mezza-bocca…

Ecco, che un addio diventa un arrivederci, che un attimo insignificante (forse) e casuale diviene padrone del palcoscenico, ecco allora che il proscenio si apre al sorriso e ti spiana la strada ad una nuova era. Un’era in cui, la bimbavivace di cui sopra, riesce ancora una volta a farti sentire importante!

Un abbraccio via etere a Tutti Voi!

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