Non possiamo disimparare a relazionarci!

Nell’era moderna della liquefazione destrutturata della cura del particolare è giusto soffermarsi più e più volte su una simile “attività” spesso lasciata ai margini ma tanto più vivida quanto più defenestrata.

Al giorno d’oggi, complici i #socialmedia, anche se non unicamente, sono sempre meno i contatti reali nella sfera del comunicativo e anche laddove sussistano le prerogative ed i presupposti spesso si fugge e/o ci si cela dietro un freddo monitor anziché affrontare la realtà dando sfogo liberamente ad emozioni, dialettica e proprie precipue doti.

E’ un suicidio di massa del partito degli anti-Ekman (forse) che ha avuto la meglio…o fors’anco no. Io propenderei per la seconda in un accenno (quantomeno) di rinnovo stilnovista della lingua di padre Dante; anche perché, altrimenti, cari amici, ci rimarrebbe forse, solo lo stil ben poco forte e saremo in un battibaleno tutti prigionieri del Knox, in Kentucky magari… che parafrasandola potrebbe portare le amiche psicologhe in ascolto oggi a leggerci l’anagramma di “goccine” molto usate sempre nell’era moderna…

In ogni caso, nada gocce per alcuno ma una pioggia di tante possibili soluzioni affinché non ci si getti a capofitto negli strumenti che alla fin della fiera di sociale hanno ben poco. Il tutto sta, come è lapalissianamente condivisibile, nella capacità di discernimento: tutti Noi, io in primis, usiamo e sfruttiamo anche le positività di ciò che è comunicazione digitale ma non dobbiamo perder la bussola dell’imprinting analogico. Non possiamo, anzi, permetterci di disimparare a relazionarci. Troppo comodo crogiolarsi nella dimenticanza, nel pressappochismo, nelle facili scorciatoie degli impavidi: il Mondo è di chi ha i mezzi, ma quelli reali e non virtuali o al massimo di chi sa opportunamente integrarli in un’alchimia vincente e saggia.

Con ciò non voglio ingabbiare i pensieri in un “talebano” meccanicismo che manco Hobbes, tutt’altro, aggiungiamoci una i affinché Tutti Noi ci si possa dedicare agli più svariati e sani passatempo. Io dal canto mio, vorrei solo dare l’opportunità a Tutti Voi di riflettere su un tema a me tanto caro, tornato in auge da pochi giorni grazie alla riflessione fatta a margine di banali whattsuppini scarni e (magari) freddi scambiati con una “tigre” dagli occhioni dolci. E’ lì che è nata in me la pulsione di lanciarsi oggi nell’ennesimo stream of consciousness.

Pertanto, in maniera frizzante ed assolutamente non monotona abbiate cura della vostra vita (anche e soprattutto) al di là delle apparenze ed abbiate il coraggio di osare contro i vostri timori: oltre lo steccato potreste trovare l’essenza della profonda empatia, un qualcosa di etereamente molto concreto che conosce le vie della simmetria, ma le rifugge per assaporare anima-e-corpo le pietanze succulente dell’estetica in un estremo trionfo dell’asimmetria mediatica!

Un caro abbraccio alla “tigre” di cui sopra…

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