sofrologia

Non so che nome darti ma il numero sì: 31!

Avendolo già fatto altre volte non posso oggi iniziare la mia narrazione con una serie di “immagina”, che l’amico Vate coglierebbe magari come possibili tentativi di plagio di note pubblicità. Ma ben si assocerebbero al contempo con la mia indole da visionario, per alcuni anche pazzo.

Certo se ti dicesse, sorridendo, che sei pazzo proprio colei a cui dedicheresti il cammeo odierno devo dire che non basterebbero 100 giorni per urlare di gioia. 100 giorni da far culminare magari con una notte brava a Las Vegas. Corsi e ri-corsi

Il fascino delle cose inspiegabili ha dell’incredibile e l’incredibile mondo del SoMMo e dei suoi affetti più intimi sa esplorare le rughe dell’esperienza come e meglio dei raggi di sole in un pomeriggio quasi estivo. Ecco allora che crogiolarsi nel fascino tenebroso ma al tempo stesso inebriante del rischio ti porta ad assaporare il dolce fremito della serenità. Crollano pertanto filtri ed apparenze, diktat ed idee pre-confezionate. Tutto attorno sembra sparire, il rumore diviene silenzio frastornante, la natura ti accoglie e rinvigorendo ti fa rinvigorire e (magari anche) rinsavire. Non c’è folla che tenga o evento che avvenga: ci sei solo Tu e la bimbavivace e la commistione di colori ed emozioni fa da sfondo sinestetico a riflessioni profonde sapientemente alternate e ritmate alle semplici ovvie considerazioni da bar, fossero anco i peggiori di Caracas (altro giro, altro plagio caro Vate?, nds).

No, non può esser spiegata una simile giornata. È un premio a tanti sforzi? In parte…è un ricercare nell’infinito una legge che regoli ma non affossi? Forse ci siamo quasi…o è semplicemente quella abbacinante forza custodita nel sorriso di chi vorresti sempre felice…Ecco qui siamo davvero alla quasi culminante quadratura del cerchio, ma prima di concludere devo e voglio aggiungere un pizzico di doratura alla pietanza. Spero di riuscire a farlo e laddove qualcosa non andasse per il verso giusto, posso sempre provare a correggere il tiro come se fosse una foto, a cui l’abilità dell’uso di applicazioni dedicate, dona nuova linfa e vitalità. Una vitalità rosso fuoco ed una linfa dolce con cui sporcarsi i polpastrelli e le unghie sbeccheggiate sbeffeggiando i bronci che nella vita si erano affastellati.

Ed allora, e concludo sul serio…giuro! Quo vadis? La metà delle emozioni è presto tratta come si fosse sul Rubicone anche se non nei panni di Giulio…magari non si ha nemmeno un dado, forse solo un accendino e di sicuro non si è nel 49 a.C. pur tuttavia, da romano seppur non imperatore un numero potrei darlo pure tra palpiti che sanno di fibrillazione e sguardi che dicono oltre le barriere dei pensieri e pertanto cammeiamo la città di New York con la forza ben augurante del numero 31…

Il resto verrà da sé nella misura scelta dalle leggi invincibili della natura che oggi ci ha donato, sole, fruscii ed odori di prato all’inglese e domani ci attenderà con la ieraticità anglosassone oltre l’oceano, le difficoltà ed i limiti di cosa oggi sia dato saperci. Ergo, non so che nome darti ma al sole rispondo bionda chioma, ai fruscii mi accosto coi miei friccichìi e al mio caro alter ego SoMMo suggerisco che se ami le imperfezioni ed i difetti ha forse ragione il Brunone di tanti pranzi e cene…

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