sofrologia

La principessa, il geko ed il telefono rosso…

Uno specchio, un viso, un gesto automatico (quasi) come quello di radersi ed ecco che lo stream of consciousness ha libero sfogo per l’ennesima volta…

Come se improvvisamente in quell’instante fugace di un colpetto di lama si concentrassero riflessioni di giorni e giorni, elucubrazioni di mesi e mesi, dilemmi di una vita mai soluti…ecco sì, in quel #pelo-e-contropelo si dipana una trama degna del migliore Francois Truffaut

E’ come se quel cacofonico connubio tra rasoio e cute barbosa, in barba a schemi prefigurati e preconfezionati, ti risvegliasse nei meati acustici suoni e melodie della tua esistenza, che seppur nostalgicamente rivissuti ti consentono di dare conferma a pulsioni e sapori che fanno parte di te, a momenti e scelte magari da tutto e tutti criticate ma mai oscurabili fintanto che in te alberghino come vividi ricordi; e seppur una lacrima ti strappano, essa non può scalfire le convinzioni in essere. Farebbe (e fa) molto più effetto la goccia del rubinetto che perde e che ti cuoce a fuoco lento senza possibilità di appello…

Ed allora, quo vadis? In termini di luoghi? Mi chiederete Voi frontalieri svizzeri or ora in ascolto, anzi lettura… No, i miei #quovadis come ben sapete sono i tentativi prosaici di chiosa ai panegirici arrovellanti e dirompenti della mia materia grigia. Se poi le sinapsi vogliano sconfinare e magari a buon bisogno lanciarsi in esperienze lungolago non è al momento dato sapersi. Meglio ricordare invece uno dei miei diktat: memento audere semper! Oppure tornando alle lacrime (di cui sopra) da fan musicali, come direbbe la mia #bimbavivace: Try!

Si si, concludo non temete. Ma potrei farlo senza cammei, stasera? Ed ecco, pertanto, che la bimba si illumina e mi incanta anche stasera con una presenza discreta ma fortemente shocking… non rosa ovvio ma tanto emozionante da esser una rarità al pari di un Gronchi

Ma concludiamo davvero, suvvia. Magari oggi l’omaggio è ai Presidenti della Repubblica quale il compianto buon Giovanni di cui al rigo sopra, oppure meglio ancora potrei giungere oltremanica e cammeare una Principessa: tatuata o meno chissà…

Si effettivamente al di là di tatuaggi e reali, si potrebbe indurre un referendum, sempreché Cameron non se ne abbia a male e/o che non si chiedano giudizi di eccessiva manica larga. Basterebbe chiedere ad un campione congruo quale aspirante sia più meritevole, senza se e senza ma, con pochi fronzoli e pressoché assenti salamelecchi. Certo, il vincolo sarebbe a tal punto, molto forte, quasi inattaccabile e ci sembrerebbe di rimanere adesi alla superficie dei nostri più profondi desideri come e forse più di un geko su di un ramo in una foresta tropicale. E se caldo dovrà essere spero sia il mio cuore a dettare i tempi ed i gradi di una simile empatica effusione…

Ah, dimenticavo: Vi racconterò il tutto appena possibile, via web, a voce o chissà…magari basterà una triade di telefoni quali quella di Mielke. Anzi no, ho deciso: sarà con un telefono rosso; un rosso fuoco, che si accosterà all’artistico rettile dei tropici e farà pendant con la Principessa dei miei sogni…

 

 

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