percorrere le vie dell’ostinazione

Seneca affermava che l’uomo ha una sete infinita di conoscenza ed è per questo che il condividere esperienze ed emozioni faccia parte della nostra natura: è il modo nobile di crescere in questo percorso del sapere come già il filosofo romano, giustappunto, aveva teorizzato.

Ecco che dunque il blog rappresenti ormai per me un modo funzionale per poter metter a sistema con tanti di Voi i miei pensieri e le mie considerazioni di vita. Coi suoi dilemmi e soluzioni, coi suoi quovadis e punti d’arrivo, coi suoi innumerevoli se, ma, lordi e tare varie, ma sempre e comunque reietto alla fuga e pronto e capace a metterci la faccia e cimentarsi nell’arena del dibattito.

Ed oggi, il mio stream of consciousness sarà attorno all’ostinazione che può portarti a strafare, forse, o comunque sia a scontrarti molto spesso coi sentimenti, le persone e le situazioni. Ecco allora, che può succedere che nello spazio temporale in cui monti a neve due albumi d’uovo, ti sembri di esser stato catapultato in un vicolo cieco dal quale appare estremamente arduo uscire. Per non dire impossibile.

E quindi, capita che dalla paura si passi al disprezzo con un non so che di ineluttabilità, ci si senta vittime del “sistema”, a tratti, ma molto più succubi dei propri schemi mentali con tinte melodrammatiche che affiorano qua e la. Eppure la buonafede era lo spartito del tuo adoperarti, il disegno di fondo della tua intuizione era un azzardo sì, ma enormemente percorribile nella misura del suo proposito finale. Ed invece chissà…

La vita è dialogo e confronto del resto e magari non serve trovare sempre una spiegazione a tutti i capitoli della sua saga. Anche perché i meccanismi psico-sofrologici di affronto della stessa possono chiudere, negare, rifiutare e ciò che è bianco può trasformarsi in nero, ciò che è vivo può morire e così via discorrendo. In un simile contesto guai ad imborghesirsi, troppo e di colpo, calpestando per default la vita ed i suoi paragrafi giornalieri. Occorre invece, fare uno, dieci, cento passi indietro provando a ritessere la tela con pazienza e parsimonia fintanto che non torni a fluire nelle tue vene la fantasia, l’improvvisazione e l’inventiva con una cabina di regia senza complessi di inferiorità e senza più barocche trasposizioni del pensiero…

Ergo che, la pura e santa verità è che nel momento in cui stai rientrando in possesso del tuo modo di essere, scevro dei fardelli emozionali indotti da quella fugace incrinatura dei rapporti interpersonali, or ora vissuta, la situazione ti scappi di nuovo di mano…ebbene sì, l’ossimorico dipanarsi dei fatti è solo la naturale evoluzione figliale dell’emozionalità, che in modo supremo e vivido quantunque reale, mette in campo tutta la sua forza sinestetica ed in una magica e quanto mai apotropaica scena da far west, ti libera da ogni inibizione pregressa e ti mette in stato di grazia riappropriandoti del tuo presente e tracciando la rotta del tuo futuro…

In un modo o nell’altro, Tutti Noi siamo, a tinte più o meno forti ed intense, prigionieri del passato…ed è, ancor più vero e fondamentale, che si debba quindi lasciar il più possibile lavorare, a briglia quanto mai sciolta, il delirio emozionale insito e risvegliabile in ognuno di Noi, seppur attraverso le vie dell’ostinazione: è Lui l’unico guerriero in grado di far saltare le catene dell’agire, quelle incancrenitesi nei tempi passati destando sospetti e disseminando qua e la tappi alla serenità e guinzagli alle nostre più calde e solide emozioni!

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