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#Italia18

Volevo resistere ma non posso non commentare anche perché leggo troppe chiacchiere da bar e voglio, come mio stile, provare ad incidere nel contenuto alzando l’asticella: non se ne può più per chi come me ripudia il qualunquismo!

Innanzitutto potrei dire (con fine sarcasmo) che io lo avevo detto agli amici più stretti che si sarebbe giunti ad un 5S primo nei numeri con LEGA subito alle calcagna. Ma come accade con le mie ipotesi calcistiche tali amici (li lo fanno per scaramanzia) affermano il contrario…
[Certo nel calcio chi è primo in classifica vince anche; col rosatellum chissà…magari Andrea illustre anti-juventino potrebbe proporlo per il campionato italiano il sistema anziché affidarsi alla sua poesia…]

Ma torniamo al voto. Come detto 5S e LEGA sugli scudi con una spaccatura che ci riporta ad anni ed anni fa, ovvero a borboni et al. I borboni sono i pentastellati (e mi raccomodando che il t9 non mi corregga la prima vocale…), mentre al Nord CDX e più specificamente camicie verdi. Ben lontani dunque i tempi delle allora casacche rosse, invece, e di colui che disse obbedisco e che oggi starà dormendo sonni inquieti nell’aldilà.
E dall’aldilà potrei scomodare anche Massimo (non D’Alema essendo Lui vivo anche se ormai finito politicamente) che auspicava si facessero gli italiani e che mai vedrà il suo sogno coronato.
È infatti palese che gli italiani siano stati abituati di generazione in generazione ad uno stato assistenzialista ed abbiamo appreso sin da piccoli la ricetta del tutti-i-miei-diritti; peccato che poi in tanti non abbiamo completato la maturità capendo anche quali fossero i doveri di chi non voglia soccombere con la libertà dei servi (cit. Augias).
In ogni caso, quegli italiani hanno scelto le promesse che più li aggradavano al di la del chiedersi se fossero o meno realizzabili ed in parte potrebbero esser ritenuti “colpevoli” ma non da me che li assolvo (anche se abbundano i toni pressappochisti) in quanto ho maturato la convinzione che Essi siano più vittime che carnefici poiché i poteri forti li hanno voluti in uno status “ingenuo” che si opponesse con grinta alla realizzazione del sogno di D’Azeglio (il Massimo di prima).
Si pensi solo per esempio a quella parte della politica che detiene da anni il pallino della cultura in Italia e che oggi nella nemesi politica è ormai ai margini (con mio estremo godimento in questo specifico caso; anche se poi come dico alla volpe spesse volte è davvero poco esaltante godere per motivi indiretti: Lui gode per le sconfitte Juve e non per le vittorie Milan, ad esempio…)
In ogni caso, quella SX che voleva la sperequazione e perequazione oggi ha conservato solo la possibilità di farsi guerra all’interno.

Comunque, anche se lo scenario è povero, io sono per la democrazia e sappiamo che lì contano i numeri. E per farli occorre scambiare voti con promesse. Eh si, il voto di scambio non tramonta coi sistemi elettorali né coi tagliandini appiccicosi della tornata ultima…
In principio fu DC col proporzionale puro (e poi pentapartito), oggi pentastellati (al Sud) e chi sappiamo (al Nord) col proporzionale annacquato ed in connubio. Nel mezzo il “ventennio” (e non mi si dica che sono fascista adesso) di Bellachioma col ma ma ma, maggioritario. Non è balbuzie ma tentativo estremo di far maturare un popolo che ripudia i cambiamenti: tutto deve cambiare per non cambiare. Un popolo a cui, parafrasando non l’ultimo dei fessi, direi: non chiedete cosa farà la nazione per Voi ma cosa siete disposti Voi a fare per la Vostra nazione!

Risposta: nulla (o quasi).

E come si diceva in due recenti film: benvenuti al Sud (ove attendono il reddito di cittadinanza) o al Nord (ove si sta meglio, si eleva un po’ il ragionamento ma comunque nel populismo becero si rischia di scadere badando solo al proprio orticello). Tra spaccature e populismi quindi, euroscetticismi e protezionismi. In ogni caso, tra grida di disagio sociale non rivoluzionario come fu nei tempi, ma fortemente prono a dire:

<< ci avete rotto i maroni!>>

Fino a poco tempo fa io sapevo che in principio Dio creò la Terra. Negli ultimi anni, tanti (troppi, per alcuni) hanno raddrizzato il tiro affermando che in principio Grillo creò i suoi vaffa sintetizzati poco sopra (blasfemia sfiorata ma tanto al giorno d’oggi una certa politica vecchia si è accanita contri finti mostri quali il fascismo ed il razzismo e quindi perché non cercare una mia caratterizzazione in tal senso?!)

Torniamo ai maroni anzi volgiamo al singolare e teniamolo buono per eventuali incarichi…chissà. Così come potrebbe colui che definiscono il Macron italiano che oggi ha provato a scommettere sul contenitore dalle due lettere ovvero P e D. Sarà Lui la prossima vittima del fuoco amico di Populisti e Demagoghi…? (ops, volevo dire del PD) –> Ai posteri…

Di sicuro laddove non si riuscisse a fornire l’incarico a Gigino oppure a Salvini, cosa non così improbabile, le strade da percorrere non sarebbero poi molte. Ed anche se nell’aldiquà di sicuro nemmeno Mattarella avrà sonni quieti in questi giorni e magari pure i due coordinatori di cui sopra (per me il termine leader va speso con altre carature e non così facilmente sprecato) saranno in timoriade al momento.
Magari la loro speranza è davvero quella suggerita da alcuni politologi a mezza bocca: celarsi dietro il vittimismo per la negata possibilità di attuare le (impossibili) loro promesse. E di simili esempi (in parte veritieri però) né è costellato il passato (leggasi: <<La magistratura rossa mi ha impedito governi veramente liberali!>>)

Sta di fatto che il mio desiderio di avere un’Italia forte nel suo esser liberale ed europeista mai lo avremo se tanto mi da tanto. Un tanto espresso nel poco di personaggi usati dall’ establishment per una stagione e poi buttati via come un cencio andato a male (nella toscanaccia accezione di cibaria di non eccelso livello). E nei confini della toscana mangereccia e/o politica, il teatro dell’assurdo prevede però come ultimo atto da portare nelle sale d’Italia, che proprio Colui che dai poteri forti fu prima osannato per poi esser buttato alle porte di un possibile vero cambiamento (sebbene non ben studiato) sia oggi ancora un verosimile ago della bilancia in grado di scuotere quantomeno il termometro politico con la sua trovata di “scena”: il brexismo ritardato, nell’analogia del posticipo d’uscita di una May che mai avrebbe pensato che vincesse davvero il sì e che ora cerca in tutti i modi di abiurare in galileiana memoria; e se l’abiura salvò la pelle al toscano scienziato qui è divenuto tentativo con più arte (o magari artificio) che scienza per il toscano “politico”.
In ogni caso è innegabile che Matteo ai suoi traditori interni un fastidio lo arrecherà ed impedendo la “TAV” (tema di un altro simpatico siparietto visto in questi giorni fra Berlusca-Mentana e non riferimento ai moti in style-masaniello della Val di Susa) tra 5S (del “masaniellino” senza studi) e PD de-renzizzato (con Calenda magari) potrebbe pur “salvare” anche quegli italiani che in un altro giorno 4 gli voltarono le spalle: del resto l’abbiamo già detto che gli italiani sono coloro che vogliono che tutto cambi per non cambiare!? Suvvia monello Bomba: may dire may ti suggerirebbero oltre manica…

Una manica larga come le intese da tante parti e per tanti giorni citate?

Per ora di larghe, anzi grasse o grosse, ci sono solo le risate evocate da questo film quasi da oscar (ed infatti è andato in scena nella notte delle statuette) che ci farà ancora molto “sorridere”. Ciò è sicuro. Così come sono certo, io, che i vari fantocci (più che statuette) che il “sistema” vorrà avranno la loro occasione. Peccato però che il tema della contesa iniziale fosse la commedia dell’assurdo e pertanto, se la memoria non mi inganna oggi come ieri (erano gli anni 40,50,60) saranno dei “drammaturghi” europei a dettar la sceneggiatura!

Peccato però che gli italiani al botteghino delle urne avessero scelto un biglietto contro sistema, Europa e…drammaturghi quindi. E peccato che ieri come oggi Noi non saremmo in prima linea, ovverosia: ieri fu Campanile a rifiutare l’accostamento ai colleghi d’oltralpe ed oggi dal campanile sacrificheremo un giorno l’uno domani l’altro, arroccati ognuno nel proprio fugace campanilismo senza senso. Vittimista e qualunquista. Schiavo e mai veramente libero.
Ma come direbbe Emmanuel nell’osservar le facce a quel punto deluse degli spettatori di cui sopra

<<Mondiè de la France…>>

<<Sarà per un’altra volta cara Italie. C’est la vie…>> (aggiungo Io).

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