politics

I veri indignados devono costruire, non distruggere!

Il titolo è una sorta di nove colonne ad effetto? Forse…ma ad ogni modo quel che conta è che dipinga abbastanza bene la situazione attuale.

Tutti più o meno respiriamo la crisi e reagiamo ad essa.

C’è chi si infila nel pellegrinaggio stile La Mecca (non me ne vogliano i musulmani per la boutade…) verso i mega-store di elettronica per trovare anche solo nella visione del neo prodotto (non farò per protesta solenne il nome, nds) una propria valvola di sfogo.

C’è chi rimane aggrappato con tutti i suoi possibili artigli, stile trespolo, ai benefit della politica e delle consorterie. Ma ahimè a noi comuni mortali rimane solo il trespolo, ovvero leggasi: portassero pure sfiga sti politicanti?

C’è poi chi protesta contro la carenza e penuria di fondi che ha colpito tutti andando a dar fuoco alle poche risorse di chi ne possiede qua e la, spaccando vetrine o dando fuoco alle auto. Sono gli indignados

Con questi ultimi e a questi ultimi vorrei dedicarmi, con loro vorrei seppur simbolicamente interloquire per lanciare una provocazione: se proprio vogliamo che la nostra protesta abbia un senso, senza se né ma, costruiamo il futuro anziché distruggere il presente di poveri innocenti! Usiamo quindi tutta quella energia attraverso anche una protesta legittima ma purché essa sia contenuta e riconducibile a canoni di integrità morale estrema. La stessa moralità che sarebbe auspicabile coltivare, tutti noi. In tanti, dobbiamo piantare i nostri semini di moralità sul nostro balcone, annaffiarli, curarli, coccolarli; poi, magari avremmo piantato datteri e non ne vedremo i frutti ma le generazioni future…

Moralità quindi, ma dove li troviamo questi semi? Risposta: nella vita di tutti i giorni. Ai politici attuali sarebbe da rimarcare di esser sottozero in tema di “pollice verde”, nemmeno i leghisti ahimè…battutaccia del menga a parte è ora di avviare una repulisti totale! Quando oggi scorrendo le principali testate leggo che i soliti (ig)noti (e peccato che non si tratti del film di Monicelli) della politica vogliono far tutto fuorché risolvere i problemi dell’Italia, il primo indignados sono io! Ma proprio a fronte di questo fatto, la mia indignazione, esigo un cambiamento che deve partire dal basso costruendo progetti seri (e non pugnette…e mi si scusi la volgarità). È tragicomico osservare SB che lanci i suoi soliti slogan di quart’ordine. Mi sta venendo il dubbio che sia affetto da Alzheimer e straparli… Pierferdi invece invoca Monti come la Madonna di Bengodi (non esiste e quindi perdonate l’accostamento, pena la mia scomunica…) ma unicamente perché vuole rimanere in sella a combriccolare coi vari “Bellachioma”, Di Pietro, Bersani (scusate ma mi tocco…) e compagnia cantante. Temono Monti? Forse si, forse no, lascerei la disquisizione politica a ben più alte e dotte penne (vero caro Luca???) ma vorrei riflettere con voi su un punto, il punto: questi governanti fallimentari vogliono soltanto mantenere salde le loro poltrone! Basta! Nada di più! Perché non esser sinceri? Invece ci si appella a sintassi ricche di parentesi, cappelli, contro cappelli, fronzoli inutili. Ci vuole tanto a dire la verità agli elettori? Tanto siamo a fine corsa, cari Amici politici. Avete fallito e non c’è appello che tenga…e l’appello non riguarda le “vostre” aule di tribunale, ovvio; quindi ivi, non c’è scampo! Pertanto, cari attuali occupanti di poltrone fatevi da parte e lasciate il posto e l’opportunità a nuovi meritevoli pensanti e professionisti. E che stavolta, sia un vero cambio foriero di successi e rinascita! L’Italia, ne ha estremo bisogno e tutte le altre chiacchiere sono zero carbonella come direbbe il mio caro amico “Zio Ric”.

Succederà? Io ne dubito.

Potrebbe succedere? Forse…

E allora che fare per raggiungere l’agognato risultato? Ricetta banale se vogliamo ma da applicare: basta idee di politica come raggiungimento del benefit e del godimento. La politica va moralizzata ma non solo a chiacchiere; ovviamente servono numeri e verve di protesta per rovesciare lo status quo attuale, ma che sia, e ribadisco, una protesta costruttiva e non distruttiva.

Quindi, il leit motiv potrebbe, a buon bisogno, essere: ARMIAMOCI e COSTRUIAMO!

Saremo Noi giovani (anche e soprattutto) professionisti gli artefici del Nostro Destino!

Coraggio Italia!!!

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