– 42: scoppia la prima polemica…ma si procede coi contenuti e la fame di fatti!

Il titolo la dice lunga:

-42: scoppia la prima polemica! È il segnale che si fa sul serio Cari Amici…

Alcune mie affermazioni nate da una veloce risposta a post artatamente inviati da chi ha esperienza politica da vendere (partito e/o sindacato; quello vero peraltro e non quello di odierna memoria, nds) e fa campagna massiccia, di trincea hanno generato incomprensioni e polemiche che è giusto che io chiarisca.

Non lo faccio per cercar scuse: “chi si scusa si accusa!” o se preferite “excusatio non petita…”

Un caro mio amico mi ha consigliato di cancellare certi personaggi ma io reputo che il contraddittorio politico non sia da distruggere, anzi tutt’altro.

Certo magari, l’esperienza mi direbbe di diffidare della comunicazione 2.0 tipo mordi e fuggi. A volte ciò che vuoi esprimere in due parole non sempre arriva al destinatario come ti eri prefissato ed ovviamente c’è chi lucra su ciò. Mi direte, ha ragione Grillo quindi? Non voglio prendere via traverse ora, ma di fondo l’idea che l’inesperienza della agone politico sia un deficit è reale, che poi ciò possa esser scusa a vario titolo e livello e altro discorso. È facile nascondersi se è quello il principale obiettivo, così come è facile controllare con i crismi del regime totalitario mascherato le teste dei propri adepti facendo leva più che sull’ignoranza (sarebbe troppo facile chiuderla così) sull’ingenuità che in loro regna.

Ma tornando a Noi, essendosi visti toccare nel profondo dell’animo, alcuni miei carissimi amici, leggasi il Vate Stefano piuttosto che Amerigo (mio padre putativo arbitralmente parlando) o ancora Roberto Paolo, mio “fratello” di studi universitari, è giusto che io chiarisca mie frasi e/o atteggiamenti.

Credo fermamente nel progetto Monti che ho sposato perché poggia di fondo su una politica del fare e dei fatti. Una politica della concretezza che tenta di opporsi alle alterne fortune (sarebbe da dire sfortune in realtà, nds) della politica dei piccoli o grandi partiti/partitini che essi siano. Tale sistema ha fallito ed è indubbio così come è indubbio che discorsi sterili del tipo “non ho mai veramente governato” oppure “non ci hanno fatto governare” che oggi si sollevano da ogni lato dell’emiciclo parlamentare e dei suoi sostenitori siano fini a se stessi.

Di sicuro, anche a seguito di questa mia puntualizzazione, torneranno sterili repliche da politica vetusta e qualunquista a cui mi ero riproposto di non fornir risposte forbite e lunghe come la presente. Ognuno esprima la sua idea, saranno poi altri i contenuti di vero interesse nazionale. Ognuno la vedrà a modo suo e ad oggi io la mia idea ce l’ho ben chiara e sicuramente è un’idea che non si confà a tanti discorsi figli di un passato rigido e privo di margini di sbocco per una rifioritura del paese. Perché affidarsi a sentieri triti e ritriti se hanno più e più volte fallito? Perché perseverare laddove non c’è mai stato spiraglio di luce se non per meri e fatui sprazzi? Come vi dicevo, criticate pure e rimanete nel vostro recinto di posizioni ancestrali. Non sarò io a scagliarmi contro di Voi e le Vostre idee. Se il paziente sul lettino (leggasi: l’Italia) si riprenderà o meno non dipenderà certo da me (ahimè) stavolta. Certo non mi farò colpire da disegni minuziosamente confezionati di chi ha operato per anni in certi ambienti di politichese e/o fantapolitica. Il mio risponder veloce era anche una forma di rispetto per chi comunque crede in certe dinamiche e le sostiene, ma rifuggire totalmente da un’opportuna replica ha generato incomprensioni che ora sto cercando di dipanare. Ovvio, altresì, e lo ribadisco che non presterò il fianco alle solite polemiche e quadri della politica. Ognuno fa il suo, come dicevo e l’acqua non può tirarla dalla parte del mio mulino. Negli ultimi giorni, c’è anche chi con astio ingiustificato (e a dir il vero, perseverante ormai da mesi ahimè), mi ha definito un candidato di servizio (leggasi: di rincalzo!), ma a me poco me ne cale…

È utile pertanto ribadire ed ulteriormente argomentare che il mio post veloce in cui parlavo di spazi concessi non era da interpretarsi come “chiunque mi darà una poltrona è degno”. Intendevo invece dire che mi sarei “turato il naso” (cit. dotta che sapete bene a chi ricondurre) ed avrei qualora fosse stato utile alla causa non personale bensì del paese, sposato una linea lontana da mie ideologie di fondo nell’ottica di un’armoniosa politica post-ideologica: ovvero, non la post-ideologia sposa dei vari Berlusca moments & friends ma un concetto più globale e moderno dell’affermazione. La globalizzazione è ormai concetto compenetrante i campi e i settori della vita comune e non solo termine da ricerca wikipediana.

Il punto, per porre la chiosa, è che quel naso i vari “partitelli” di cui sopra non permettono di turarselo ed io oggi aggiungo con forza e convinzione estrema (e scevra da apriorismi di facciata): per fortuna!

A presto Cari Ragazzi!

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