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– 35: Mario Monti e…la “chirurgia”

In tanti ce l’hanno con Monti per la sua politica fiscale ma vorrei rifletter con Voi su una serie di assiomi incontrovertibili.

È ineludibile che la priorità quando Monti è giunto al governo definito dei tecnici fosse la messa in regola dei conti dello stato. Poi ci potranno esser le varie valutazioni di carattere economico-socio-politico in merito alla crisi: essa è figlia dei tempi, così come è indubbio che vi siano paesi egemoni ed altri no, anzi, molto spesso all’opposto della fune; ed ancora, crisi sì, mah…quali soluzioni nel piccolo dei nostri confini e altrove? Insomma tanti interrogativi e poche, pochissime certezze. Una su tutte: l’Italia doveva recuperare credibilità a livello internazionale e di sicuro SuperMario godeva e gode di stima immensa da parte di istituzioni e governi europei e non. I detrattori potrebbero ora incappare nell’errore banale di dire: “Certo che dopo Bellachioma, chiunque…”, ma focalizziamoci sui contenuti e lasciamo ai talk show politici il resto delle considerazioni.

Eravamo rimasti al salvataggio dell’Italia dal tracollo, dal fiscal cliff (per dirla in termini anglosassoni) e quindi fu individuato in Mario Monti il tecnico che doveva occuparsi di tale difficile incombenza. A lui spettava il lavoro sporco e i vari parlamentari furono ben contenti di avere un ipotetico futuro capro espiatorio delle loro nefandezze e se vogliamo, per esser ancor più precisi, delle nefaste politiche di 20 e più anni di politica dell’aria fritta ambidestra e/o ambisinistra (neologismo da par condicio, nds). Tutto ciò è assolutamente innegabile ed inconfutabile!

Ma proviamo ora a ricondurre tutto il discorso ad una metafora vicina alla mia professione di medico…

Pensate alla chirurgia. Ed ora riflettete sul fatto che possono esserci interventi chirurgici con caratteri di urgenza/emergenza ed altri definiti, invece, elettivi.

Ecco, nei primi la priorità è l’intervento in sé e per sé al di la di tutte le altre possibili valutazioni. E quindi il chirurgo deve operare, punto. Quel chirurgo è stato proprio il nostro amico Mario Monti; con lui hanno cooperato anestesisti, cardiologi, ferristi (leggasi i politici di destra, sinistra e centro al momento in carica) che facevano però parte di una equipe precostituita e della quale e con la quale il Senatore aveva poco a che fare, ma tant’era…

Un’equipe, una squadra che lo ha appoggiato solo in ristretti ambiti di intervento, ambiti compatibili con un certo modo di fare e vivere la politica che ben conosciamo. È ovvio dunque che lo spazio di iniziativa fosse davvero risicato per il nostro Senatore.

Ora però abbiamo l’opportunità di ricorrere ad una chirurgia elettiva (mai termine fu più appropriato…) che deve completare l’opera di rimessa in salute del paziente (ovvero la nostra bella Italia), ieri salvato dal decesso, oggi opportunamente da riportare ad antichi lustri, fasti e benessere. Ora quindi non abbiamo fretta di agire, abbiamo i tempi tecnici per far bene e soprattutto Mario Monti può scegliere con il nostro sostegno, con il supporto degli italiani la sua equipe di medici validi, competenti e soprattutto coesi nell’ottica di ridare dignità al nostro “Bel Paese”.

Coraggio Italia!

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