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– 34: per la serie l’Italia è un Paese di tecnici…

Ieri è stata una giornata memorabile che ha soppiantato una stagione di tanti dolori e sofferenze generate da errori (anche personali) plurimi di soggetti plurimi. Pertanto ieri, da vittima sacrificale, di un disegno ordito dal Fato per mezzo di soggetti rei inconsapevoli (nella stragrande maggioranza dei casi) piuttosto che consapevoli, mi sono finalmente sentito rinato.

Alcune ferite, per forza di cose, permarranno seppur come lontano ricordo e mi permetteranno di riflettere in futuro sulla modalità di esternare pensieri ed ideali, che seppur reputati mia essenza e mia internalizzazione, potrebbero ledere gli affetti più cari. Affetti più cari che non colpevolizzerò mai, in quanto anche loro perseguivano ideali personali e la “colpa” di avere fiducia in un progetto inanimato ha portato spesso a dare opportuna sponda a chi un’anima ce l’ha anche se molto distante dal mio modo di intendere e vedere la realtà. Ma andiamo a capo e ripartiamo…

Ripartiamo quindi da Mario Monti, persona che ha consentito al sottoscritto di riscattarsi a livello personale e soprattutto sociale facendo ciò che avevo sperato per mesi: concedermi uno spazio fattivo in cui potessi esprimermi con le mie capacità, senza se e senza ma.

È per questo che la stima verso questo personaggio sarà sempre costante e ferma. Mario Monti dimostra nel piccolo della mia storia personale che le cose di Tutti vanno gestite opportunamente da Tutti o se preferite da Tanti e non da ristrette cerchie di pochi eletti. Bisogna dare spazio a chi ha voglia e competenze e non isolare nel piccolo del proprio cortile elementi tra l’altro non propri (ma di Tutti) che potrebbero giovare dell’apporto anche di soggetti un po’ “polemici”, ma sempre nell’ottica costruttiva del lavoro comune per obiettivi comuni.

Pertanto, a chi critica il Senatore, oggi rispondo con la mia storia e con una nuova metafora che fa il paio con quella precedente prodotta sul mio blog.

Il tema della disputa è sempre SuperMario ed i conti pubblici. Ma facciamo un passo indietro e addentriamoci nella metafora, oggi calcistica (l’Italia è un Paese in cui il calcio non può mai mancare, nds) dell’allenatore vincente che fa da contraltare a colui che fallisce e viene esonerato. L’esonerato in questione potrebbe esser a buon bisogno uno che nel calcio è Presidente in realtà, anche se il suo atteggiamento ipertrofico e accentrante lo ha portato spesso anche a cozzare coi tecnici perché si sostituiva a loro. Ma come lui anche altri soggetti della vecchia politica hanno fallito e pertanto gli italiani hanno l’obbligo morale di esonerarli. Caso contrario, per il nostro Mario (ora non scrivo SuperMario per non generare confusioni con il noto calciatore…) che chiamato in emergenza dopo un esonero obbligato dei vecchi tecnici è salito Lui in cattedra (e per un Rettore il ruolo ci sta…) e da “tecnico” ci ha fatto raggiungere la salvezza. Impresa ardua, ricca e pregna di sacrifici per Tutti. Impresa ancor più significativa se si considera che Marione (e qui i romanisti non pensino al noto commentatore/conduttore radiofonico, nds) ha preso in mano una squadra allo sbando, con pochissimi mezzi a disposizione (se non quelli della sua competenza e di quella del suo staff tecnico), zero risorse e rabberciamenti vari tali da poterlo considerare un team che giocava la sua partita in inferiorità numerica (10 uomini o anche 9, 8, etc.). Eppure, quel tecnico poco “cabarettista” (e BEN VENGA che sia così!) e poco avvezzo ai microfoni e le tv, senza aver condotto un calciomercato degno di tale nome ha salvato l’Italia, che partiva peraltro, e con questo concludo lo scenario da catastrofe sportiva, con una penalizzazione per nefasti comportamenti dei soliti noti precedentemente detti (leggasi: una sorta di “calciopoli” della politica da Italietta).

Ora però, i supporters (gli italiani) vogliono che SuperMario faccia affermare la nostra bella squadra ad alto livello. Gli obiettivi sono lo scudetto innanzitutto (che potremmo codificare come raggiungimento di una stabilità interna ben salda e duratura) e poi la Champions League, ovvero il massimo palcoscenico europeo (e l’Italia vuole e deve tornare a contare in Europa…). E se poi, come spesso avviene, l’appetito vien mangiando così come la convizione nei propri mezzi e capacità, si raggiungessero i tituli (per dirla alla Mourinho) di cui sopra, allora potremmo osare ancor di più e ipotizzare scenari vincenti dell’Italia e quindi dell’Europa a livello Mondiale.

È chiaro però che per vedere realizzati questi sogni c’è bisogno di Tutti Noi (gli stessi italiani anche supporters sovra menzionati) che dobbiamo sostenere il Mister Monti ora, adesso e subito affinchè si vinca assieme per la storia e con la storia.

Io ci credo fermamente!

Coraggio Italia!

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