sofrologia

è tempo di…satori (al duty free dell’orgoglio)

C’è nessuno pronto a testimoniare neanche un concorso esterno all’arte del non comprendersi che accomuna genere femminile & maschile molto più delle Platoniane intenzioni?!

Ovvero leggasi in tono meno influenzato dai fumi dell’alcol che comporti riflessi e tempi di reazione integri (e non al pari di quelli di una telefonata intercontinentale di 30 anni fa) che una donna prima ti sdraia e poi ti chiede cosa volessi intendere. E Tu, mentre ti risvegli da quel KO non solo tecnico, frattanto che ti sembra di scorgere distintamente di fronte a te San Giuseppe, la Madonna, il bue e l’asinello impersonificati in una singola entità hai davvero l’idea e non soltanto l’impressione di esser alle prese con un santo vestito da pagliaccio come in un approccio (per così dire) californiano alla vita.

Ecco direte: cosa si è benzinato stasera il SoMMo? Mandiamogli presto 20 camici bianchi a trarlo in salvo!

No, fatemi proseguire. Perché solo così così si può far piazza pulita di questa ennesima “pantomima” blogghista fatta di un mutismo, a tratti ed in alcune tinte insano, che nel caos generale style Suburra serva a disciplinare istinti genetici e pertanto vada a fornirci la seguente ricetta: non parlare ma sussurra!

Purtroppo però c’è da combattere contro sceneggiate mariomerolesche con annesso sventolio della bandiera a scacchi ove ti sembra di esser già al fernet ed invece puoi scrivere proprio ora la letteratura del cambiamento.

Ma come, proprio adesso che hai davanti un boomerang d’epiche proporzioni?! Ebbene si. Facciamo un piccolo passo indietro: la legge di vita ci insegna che l’amore è sì dolce ma meglio accompagnarlo qua e la col pane…diete permettendo, ovvio.

E’ altresì vero però che da una sponda del fiume emozionale il dolce possa deragliare in stucchevole leccornia ma sul versante opposto ci sia il rischio periodico d’insorgenza di sporadici pruriti disfunzionali abusivamente costruitisi a cui andrebbe contrapposto un puritanesimo regolamentare. Ma l’ulteriore vera e reale difficoltà sta spesso (se non sempre) nel fatto che si abbia in mano la diagnosi piuttosto che la cura. Del resto non è sempre tutto chiaro dal principio sennò Van Gogh almeno una tela in vita l’avrebbe venduta, non trovate?!

Ed allora quale sarà il quovadis di serata? Forse basterebbe avere la genialità di chi inventò la ruota e sentendosi un moderno Lutero in quel di Wittemberg irrompere con un banale e semmai misero secondo d’anticipo sulla scena risolutiva che già ben apparecchiata attende solo di esser addentata. Ed invece per un dente o poco più l’ingranaggio si inceppa ed arranca sfuggendo di mano quasi al pronti-via.

Proviamo a leggerla in toni meno catastrofici: non è forse vero caro John che gli uomini e le donne vengano da pianeti diversi? Non serve quindi affannarsi in baruffe chiozzotte anche perché le scatole nere delle conversazioni non sono poi sempre (anzi quasi mai) rintracciabili ma quantunque si possa esser scritturati dai fratelli Karamazov ci sono al contempo sempre molti indizi da analizzare…

Nella disputa uomo-donna il nessuna risposta è spesso già più che una semplice risposta! Pur tuttavia è giusto provare a far un passo indietro anche in considerazione del fatto che persino gli Yiddish ci hanno suggerito che un orologio rotto segni l’ora giusta due volte…

E quindi anziché affannarsi in spiegazioni su spiegazioni schizofreniche val bene una messa (e non solo a Parigi) considerare che ciò che conta davvero è che siano presenti comunque genio e talento, entità sgorganti di luce propria che possono far brillare contenuti altrimenti nascosti pregni degli opportuni livelli esorbitanti di empatia di cui le nostre anime anelano.

Ognuno di Noi infatti ha bisogno di qualcun’altro che possa nei momenti di impasse guardare oltre gli ostacoli guidandolo, con una bussola fatta col duty free dell’orgoglio fine-a-se-stesso.

E conta solo ciò. Prima ed al di la del visibile autogol magari anche capolavoro che ha scombinato gli animi e sconquassato gli equilibri anche un pizzico noiosi di una conditio dominata da controlli (quasi) vescovili della situazione. E dunque: ben vengano le nubi perché venire sempre da destra si accompagna alla monotonia e peggio ancora annebbia il genio ed il talento, le uniche entità (di cui sopra) contro cui nulla si possa…

Quindi, dopo un lungo vuoto di sceneggiatura lasciamo che il proscenio sia occupato da lisergiche striature, prim’anco che dorate, risolutive!

O per meglio dire: è tempo di satori al duty free dell’orgoglio!

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