sofrologia

#StareAcasa

Partiamo con il titolo di un libro che lessi qualche anno fa e che questi giorni penso serva rammentare: “Varcare la soglia della speranza”

MAI come oggi sembra esser attuale e di sollievo. La preoccupazione ci sta annebbiando ma io ritengo che non ci saprà annientare e la fiducia mi deriva dagli ultimi giorni.
Il giro di vite imposto dai governi (primo fra tutti il nostro ma a carrello e per fortuna Tutti o quasi lo stanno avviando e capendo) è la stella polare da seguire! E a parte taluni iniziali scetticismi (personali) circa la reale misura-e-forma delle precauzioni da adottare per forza di cose, mi sembra che ci si siamo. Anche se molto lentamente forse, ma ora non è il tempo delle polemiche!
Sto osservando mille strategie messe in piedi per far sopportare questa realtà da seclusi.
Grandi testate sportive provano nonostante non ci siano manifestazioni LIVE (come è giusto che sia) a riproporre contenuti vecchi ed anche nuovi che possano matchare le esigenze di utenti millenial oltreché quelle dei più datati come il sottoscritto…
Così come, al di là della reale voglia da parte dei sanitari di ricevere tanti commenti di sostegno, spesso anche fin troppo retorici, trovo che i vari #flashmob in pista stiano “costringendo” piacevolmente un mondo di ormai very social addicted alla reclusione motivata da un compito vicino alle loro più intime manie ed abitudini.

Una vicinanza forte che potrà servire a distruggere quella distanza imposta dalle circostanze contingenti. Una distanza ed un flusso degli eventi che è sembrato un tiranno limitante più che mai la libertà.

E riguardo alla libertà, riflettevo poco fa sulle frasi mio mentor Andrew ed al contempo su quelle di un mio caro amico sacerdote: credevamo di esser liberi ma la vera libertà magari era (ed è) altrove. Per cui andiamocela a prendere spezzando il pane della conoscenza e della consapevolezza!

In tanti, l’hanno detto e/o scritto: questa emergenza terrorizzante quasi ogni bipede senziente è una vicenda a dir poco inverosimile che con le sembianze di una pandemia bulimica nei numeri ci ha riportato a dei canoni del passato. Ho ascoltato anche una poesia in merito giorni fa (sempre rigorosamente via social). Siamo tornati (quasi) Tutti piedi per terra come direbbe Flavio Tranquillo. Anche se di tranquillo in questi tempi è rimasto poco.

Ma l’eterogenesi dei fini è lottare per risorgere continuando a #StareAcasa

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